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Le migliori universitÓ del mondo? Tre sono italiane

Il campus dell'universitÓ di Cambridge
Il campus dell'universitÓ di Cambridge - Andrea Artz / laif

Il Sole 24 Ore - Radiocor

I blasonati atenei britannici di Oxford e Cambridge, le ricche università americane di Stanford, di Boston e della California e la grande sorpresa di Bologna. Questi i dati salienti della classifica 2019 delle migliori università del mondo (pubbliche e private) redatta dalla rivista britannica ‘THE – Times higher education’ - che utilizza 13 indicatori di performance per stilarla. Tra questi la qualità della ricerca, attraverso il peso delle pubblicazioni e il numero delle citazioni, il trasferimento tecnologico e l’internazionalizzazione.

La classifica, pubblicata da pochi giorni, comprende quest’anno 1.250 università nel mondo ed è un motivo di vanto per tutte riuscire ad entrare nella ‘top 200’, l’elite delle Alma Mater mondiali. Un risultato riuscito quest’anno per la prima volta a Bologna che ha scalato ben 40 posizioni (dalla 220esima alla 180) grazie all’offerta formativa e al potenziamento della ricerca, sia di base sia in sinergia con le imprese. L’Università di Bologna, nell’elite delle 200 migliori università al mondo, rappresenta quella più grande in Europa con i suoi 81mila iscritti ed è la terza assoluta sempre per numero di studenti. L’Alma Mater felsinea affianca così la Scuola Superiore Sant’Anna, prima università italiana nella classifica, che per il terzo anno consecutivo guadagna posizioni salendo al 153esimo posto assieme alla federata Scuola Normale Superiore, anch’essa in lieve progresso, issatasi alla 161esima posizione. In generale l’Italia migliora la sua performance rispetto alla classifica dello scorso anno ed è presente con 43 atenei rispetto ai 40 dell’anno precedente. Secondo gli autori della classifica per continuare a migliorare, le università italiane farebbero bene a investire di più per incrementare la loro capacità di ricerca e le collaborazioni internazionali.

Tornando alla classifica si registrano alcuni dati salienti: il dominio Usa-Uk viene spezzato dalla prima Alma Mater europea, l’Università per le scienze e la tecnologia di Zurigo, che sale all’undicesimo posto. C’e’ poi un generalizzato arretramento delle università britanniche, nonostante le due eccellenze ai vertici seguite dall’Imperial College di Londra nona assoluta. Altro movimento evidente nella nuova classifica è la forte scalata di posizioni delle università asiatiche. La Cina (presente con ben 73 università) e le altre nazioni emergenti, nota Phil Baty, responsabile della classifica per la rivista THE, mettono gli atenei al centro delle loro strategie di crescita economica nazionali e potrebbero benissimo sfidare il costante dominio anglo-americano della classifica nei prossimi anni.

lunedý 1 ottobre 2018

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