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Criptovalute, prosegue il dibatitto sulla regolamentazione globlale

Un cartello che indica la presenza di uno sportello ATM di Bitcoin a Toronto, in Canada
Un cartello che indica la presenza di uno sportello ATM di Bitcoin a Toronto, in Canada - REUTERS/Chris Helgren

Il Sole 24 Ore - Radiocor

I mercati delle criptovalute sono pronti ad accettare una qualche forma di regolamentazione purché sia blanda. È la conclusione cui arriva uno studio empirico della Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali, che ha esaminato le reazioni dei mercati alle notizie che riguardano le criptovalute. Le notizie su divieti generici imposti a questi asset producono il maggior effetto negativo sui prezzi seguite da quelle sulla lotta al riciclaggio e da quelle sulla restrizione dell’interoperabilità delle criptovalute con i mercati regolamentati. Invece le notizie su nuovi possibili quadri normativi incentrati sulle criptovalute e sulle loro offerte pubbliche iniziali (Ico) coincidono con forti rialzi sui mercati. La conseguenza, secondo la Bri, è che "qualora si decidesse di sviluppare un quadro normativo, vi è un buon margine di manovra".

L'analisi evidenza che non è detto che le notizie relative alla regolamentazione debbano necessariamente essere negative per i mercati, anzi. "La reazione dei prezzi mostra una netta preferenza per uno status giuridico specifico, seppur all'interno di uno schema regolamentare blando». L'analisi della Bri mostra che, malgrado le criptovalute non siano vincolate a entità e non abbiano frontiere, le azioni di regolamentazione nonché le notizie relative a potenziali interventi possono incidere fortemente sui loro mercati, almeno in termini di quotazioni e di volumi delle transazioni. Ciò suggerisce che nella congiuntura attuale, le autorità a livello mondiale hanno un certo margine di manovra per rendere la regolamentazione efficace.

In prospettiva, vi sono tre sfide principali aggiunge la Banca dei Regolamenti che ha sede a Basilea. In primo luogo le autorità dovranno fare chiarezza sulle attività legate alle criptovalute in una prospettiva giuridica e dal punto di vista dei mercati dei titoli, concentrandosi sulle finalità economiche piuttosto che sulla tecnologia utilizzata. Inoltre, potrebbe essere necessario ridefinire le frontiere tra gli organismi nazionali di regolamentazione, al fine di determinare le responsabilità di ciascuno. In secondo luogo, sebbene i mercati siano attualmente segmentati, possono generarsi effetti di propagazione transfrontalieri in reazione a eventi regolamentari. Dato che il mercato continua a evolvere, e se il numero di banche e fondi che intraprendono operazioni di arbitraggio transfrontaliero aumenta, la regolamentazione e la sua applicazione in una giurisdizione potrebbero far sì che l’attività migri in altre giurisdizioni con approcci meno severi. La terza sfida è quella della vigilanza: "Se per ora le cripto attività non rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria mondiale, è importante restare vigili, monitorarne gli sviluppi e rispondere alle potenziali minacce".

mercoledý 26 settembre 2018

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