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Aumenta la spesa in innovazione delle imprese italiane

Lo stabilimento Lamborghini a Sant'Agata Bolognese
Lo stabilimento Lamborghini a Sant'Agata Bolognese - REUTERS / Giorgio Benvenuti

Il Sole 24 Ore - Radiocor

In Italia cresce la spesa delle aziende per l’innovazione. Lo indica l’Istat che rileva come nel 2016 le imprese con almeno 10 addetti abbiano investito complessivamente 30,6 miliardi. Il dato si riferisce alle imprese innovatrici in senso stretto. La spesa media per addetto è stata è stata di 7.800 euro, in aumento rispetto ai 6.200 euro per addetto del  2014, anno della precedente rilevazione.

La spesa aumenta in misura significativa sia nelle piccole imprese fino a 49 dipendenti (8.900 euro contro i 6.600 dell’anno di confronto)  che nelle grandi (7.700 euro contro i 5.900 del periodo precedente). La crescita interessa tutti i settori: dall’industria, che si conferma al primo posto (9.600 euro per addetto contro gli 8.000 del 2014), ai servizi (6.000 euro per addetto contro i precedenti 4.300) e, infine, alle costruzioni (4.900 euro per addetto contro i 2.800 del 2014).  Nell’industria, aggiunge l’Istituto di Statistica nel report sul triennio, i valori di spesa più elevati si registrano nella fabbricazione di altri mezzi di trasporto (34.800 euro), nell’industria farmaceutica (22.400 euro) e nella fabbricazione di autoveicoli (18.700 euro). La fotografia scattata dagli statistici rivela che nel eriodo considerato quasi un’azienda su due ha introdotto innovazioni in senso generale, un perimentro che comprende anche le innovazioni ‘soft’ non collegate, cioè, alle tecnologie, quali, ad esempio, le innovazioni organizzative e di marketing.

Se si mette a fuoco, invece, solo l’innovazione di prodotto e di processo nel triennio 2014-2016 quasi tre imprese innovatrici su quattro (73,3%) ne hanno introdotte mentre il 21,8% delle imprese ha effettuato soltanto forme di innovazione «soft».  L’Istat osserva poi un altro fenomeno: la propensione innovativa è in netta ripresa fra le piccole e medie imprese (+4,3 punti percentuali per le prime e +3,4 punti per le seconde), mentre è in calo fra le grandi (81,8%, -1,5 punti percentuali) per effetto di un’importante caduta nei servizi (dal 76,9% al 72,2%). Tra le grandi imprese dell’industria l’innovazione si conferma, invece, un aspetto centrale delle scelte strategiche aziendali (91,8%; +1,7 punti rispetto al 2012-2014). Analogamente, se si considerano solo le imprese innovatrici in senso stretto, si osserva che  le grandi continuano a investire in nuovi prodotti e/o nuovi processi di produzione (+2,9 punti percentuali), ma l’incremento più importante è da parte delle piccole e medie imprese (+6,3 punti percentuali nelle piccole e +5,7 punti percentuali in quelle di media dimensione). Nell’industria, aggiunge l’Istat, Il settore manifatturiero è il più innovativo: 57,8% di imprese innovatrici con un aumento di 7 punti rispetto al triennio precedente.

lunedý 24 settembre 2018

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