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Le prospettive dell'economia italiana in attesa della legge di bilancio

Il ministro dell'Economia GIovanni Tria
Il ministro dell'Economia GIovanni Tria - Augusto Casoli / A3 / Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

L’euforia del mondo delle imprese sulla situazione dell’economia italiana è evaporata nel corso dell’estate e alla ripresa di settembre c’è solo un filo di fiducia legato alla crescita che, seppur a un ritmo ridotto, è ancora presente. La crescita del Pil dello 0,2% nel secondo trimestre è la più bassa da circa due anni e non va dimenticato che il prodotto italiano è ancora inferiore del 5,8% rispetto al 2008, anno in cui iniziava la crisi globale. Nel giudizio di imprenditori e capi azienda l’estate difficile, per colpa del rialzo dello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi, ha avuto l’effetto di una doccia gelata. Oggi c’è molto meno ottimismo rispetto a giugno sulle prospettive a sei mesi per l’economia del Paese.

Questo il quadro che emerge dall’indicatore economico dell’Ambrosetti Club che ogni tre mesi consulta un panel formato da oltre 350 tra imprenditori, amministratori delegati e rappresentanti dei vertici aziendali delle più importanti società italiane e multinazionali che operano in Italia. A contribuire all’incertezza ci sono anche le preoccupazioni legate alla fine del sostegno straordinario della Banca Centrale Europea che da gennaio non acquisterà più titoli sul mercato tranne che per il reinvestimento di quelli in scadenza. Le preoccupazioni maggiori per il mondo produttivo sono sul fronte dell’occupazione con un indice sulle aspettative che quasi si azzera e si attesta sui valori minimi dal 2015. Il sentiment del panel Ambrosetti registra invece solo un assestamento per gli investimenti, dopo un crollo registrato nei due trimestri precedenti, ed è l’unica nota positiva dell’ultima rilevazione. 

Il quadro di fragilità della crescita e le preoccupazioni per l’occupazione smorzano l’impatto positivo che si avrebbe grazie al contesto internazionale di forte espansione economica trainato dagli Usa (+4,1% crescita annua nel secondo trimestre). Gli occhi dei rappresentanti del mondo del business italiano sono tutti puntati ora sulla prossima legge di Bilancio che può rappresentare uno spartiacque di breve medio periodo sul sentiment dei mercati finanziari e sulla loro percezione dell’Italia.

martedý 11 settembre 2018

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