Gli italiani usano sempre meno denaro contante

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Gli italiani usano sempre meno denaro contante

Un caffè storico nel centro di Torino
Un caffè storico nel centro di Torino - Toni Anzenberger / Anzenberger / Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

La passione degli italiani per il contante continua ad essere evidenziata nelle statistiche internazionali che mettono il Belpaese ai primi posti per l'utilizzo di banconote e monete ma la realtà, se si guarda più da vicino, sta cambiando rapidamente. E uno sguardo più ravvicinato lo consentono i rapporti annuali sulle Economie Regionali della Banca d'Italia, freschi di stampa con le fotografie sul 2018. Nella nostra analisi abbiamo preso tre regioni italiane trainanti per l'economia del Paese: Piemonte, Lombardia e Lazio. Le analisi degli economisti delle rispettive Filiali della Banca d'Italia collimano su molti punti: negli ultimi 5 anni c'è stata una discesa ripida del numero e dell'ammontare dei prelievi agli sportelli Atm così come è stato ampio l'aumento dell'utilizzo dei bonifici e della 'moneta di plastica' nei portafogli degli italiani. La diffusione degli strumenti alternativi al contante come i bonifici, gli assegni, le carte di pagamento e le disposizioni di incasso hanno un impatto positivo sull'economia, in termini sia di minori costi degli scambi sia di maggiore trasparenza. Ma vediamo in dettaglio.

PIEMONTE
Lo scorso anno la regione sabauda ha registrato 122 pagamenti pro capite con mezzi alternativi al contante, valore, commenta il rapporto del Piemonte 'superiore alla media nazionale, ma più basso rispetto a quello del Nord Ovest'. Il ricorso a questi strumenti di pagamento è cresciuto significativamente negli ultimi anni: tra il 2013 e il 2018 il numero delle transazioni è aumentato di circa il 39%, in misura maggiore che nel Nord Ovest, ma inferiore alla media italiana. L'incremento è stato sostenuto dalle transazioni con carte di pagamento, che rappresentano il metodo alternativo al contante più frequentemente utilizzato. Nello stesso periodo è cresciuto anche il numero dei bonifici, sospinto da quelli effettuati online Nel 2018 l'80% del valore delle transazioni senza contanti è stato fatto con i bonifici; le operazioni fatte con le carte di pagamento hanno invece assorbito solo il 3,6% del valore totale. L'utilizzo delle carte in Piemonte nel corso degli anni avviene per importi sempre più contenuto: tra il 2013 e il 2018 è sceso da 76 a 58 euro. Il numero delle carte detenute dalla clientela piemontese è cresciuto tra il 2013 e il 2018 del 29% circa, sopra la media nazionale e del Nord Ovest. Alla fine del 2018 in Piemonte si contavano 1,7 carte per abitante (1,6 in Italia). Analogamente alle altre regioni, circa il 60 per cento di questi strumenti era costituito da carte di debito; tra gli altri strumenti le carte prepagate e quelle di credito rappresentavano rispettivamente il 24 e il 16% delle carte in circolazione.
Dal lato dell'offerta, tra il 2013 e il 2018 in Piemonte il numero dei Pos è cresciuto da 2,6 a 5,4 ogni 100 abitanti, valore lievemente superiore a quello italiano. L'innovazione digitale e la rapida diffusione dei dispositivi mobili ha favorito lo sviluppo di servizi di pagamento più evoluti e in Piemonte alla fine del 2018 la quasi totalità delle banche consentiva alle famiglie di accedere da remoto a strumenti di pagamento e forniva applicazioni per dispositivi mobili per svolgere in autonomia le operazioni. I micropagamenti in mobilità (applicazioni su smartphone e altri dispositivi collegati a sistemi di conti elettronici) e i trasferimenti di denaro tra privati hanno avuto una diffusione più recente ma comunque intensa e alla fine del 2018 erano offerti da circa la metà delle banche del campione.

LOMBARDIA
Anche in Lombardia negli ultimi cinque anni i grafici sull'ammontare e sul numero dei prelievi mostrano una curva verso il basso: -30% i primi e -50% i secondi. In parallelo, aumenta l'uso degli strumenti alternativi: lo scorso anno sono stati effettuati circa 160 pagamenti pro capite con mezzi alternativi al contante, più che nella media italiana (113 transazioni). Il loro utilizzo tra il 2013 e il 2018 è aumentato di oltre un terzo. Tra il 2013 e il 2018, poi, il numero medio di carte per abitante è cresciuto da 1,4 a 1,7; l'importo medio delle transazioni è passato da 71 a 61 euro. Dal lato dell'offerta, in Lombardia il numero dei Pos nello stesso arco temporale è cresciuto da 2,7 a 5,4 ogni 100 abitanti (in linea con quello italiano). Anche in Lombardia alla fine del 2018 la quasi totalità delle banche consentiva alle famiglie di accedere da remoto a strumenti di pagamento e forniva applicazioni per dispositivi mobili per svolgere in autonomia le operazioni. Negli ultimi cinque anni si sono rapidamente diffusi i trasferimenti di denaro e i micropagamenti in mobilità che, alla fine del 2018, erano offerti da quasi i due terzi delle banche presenti in regione.

LAZIO
Il Lazio, secondo l'analisi della Sede di Roma della Banca d'Italia, si caratterizza per una propensione più elevata della media italiana all'utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante (171 pro capite nel 2018). La crescita nel quinquennio è stata tumultuosa: +45%, sopra la media nazionale. L'incremento è stato sostenuto in particolar modo dalle transazioni con carte di pagamento, che rappresentano oltre la metà dei pagamenti alternativi al contante. Sono inoltre cresciuti il numero di bonifici, soprattutto online, e le disposizioni di incasso. 
In termini di ammontare, oltre l'88% delle transazioni effettuate nel Lazio senza contanti e' stata effettuata tramite bonifici, un dato più alto della media nazionale; le operazioni regolate con le carte di pagamento hanno inciso per meno del 3%. Le carte di pagamento alla fine del 2018 erano 1,7 per abitante. Negli ultimi anni il grado di utilizzo del contante si è ridotto. I laziali hanno prelevato in media lo scorso anno 2.589 euro contro i 3.769 di cinque anni prima (2.344 euro la media italiana di prelievo all'Atm lo scorso anno). Il 'cash card ratio', tuttavia, indica con maggior dettaglio il cambiamento di abitudini con il contante. L'indicatore è calcolato rapportando l'ammontare dei prelievi da Atm alla somma degli stessi prelievi e del valore dei pagamenti tramite Pos e misura, quindi, il grado di utilizzo del contante da parte della clientela che, pur disponendo di carte di pagamento, sceglie di usarle per prelevare banconote. Tra il 2013 e il 2018 l'indicatore nel Lazio si è ridotto di oltre 13 punti percentuali, a poco più del 45 per cento, un valore che è diventato sensibilmente inferiore alla media italiana (53,6%). 


lunedì 17 giugno 2019