Al G20 prove di accordo tra Stati Uniti e Cina sul commercio - Al G20 prove di accordo tra Stati Uniti e Cina sul commercio

Home Al G20 prove di accordo tra Stati Uniti e Cina sul commercio

Al G20 prove di accordo tra Stati Uniti e Cina sul commercio

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo e il presidente cinese Xi Jinping durante una cena di lavoro al G20 di Buenos Aires
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo e il presidente cinese Xi Jinping durante una cena di lavoro al G20 di Buenos Aires - Reuters / Kevin Lamarque

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Tra Gli Stati Uniti e la Cina scoppia una tregua nella guerra commerciale che da mesi ha aumentato i rischi di ribasso per lo scenario di crescita dell´economia mondiale. Una tregua che è stata subito salutata positivamente dai mercati finanziari. Il lungo faccia a faccia di sabato scorso tra il Presidente Usa Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping è stato il miglior risultato collaterale del vertice dei capi di Stato e di Governo del G20 riuniti nel weekend a Buenos Aires. Il primo risultato concreto è che gli Stati Uniti rinviano l´aumento dei dazi programmato, dal 10 al 25%, su prodotti cinesi importati negli Usa per un valore di 200 miliardi di dollari. Un aumento che altrimenti sarebbe scattato dal prossimo primo gennaio. Di contro la Cina si impegna ad aprire un nuovo negoziato per sciogliere una serie di nodi che hanno spinto gli Stati Uniti, già dai primi mesi della presidenza Trump, a dichiarare l´attuale guerra commerciale. 
Il presidente Usa ha messo subito in evidenza sui social il migliore risultato scaturito dalla tregua dal suo punto di vista: la rimozione (o la riduzione, al momento non è chiaro) dei dazi cinesi sulle importazioni di auto Usa. Sono dazi che attualmente solo al 40% (per le auto non Usa i dazi sulle importazioni in Cina sono del 15% dallo scorso mese di luglio).  I temi centrali della nuova trattativa, dal punto di vista degli Stati Uniti, sono il trasferimento obbligatorio di tecnologia da parte delle imprese americane che fanno affari in Cina, la protezione della proprietà intellettuale che la Cina dovrebbe rafforzare su richiesta di Washington, la rimozione delle barriere non tariffare che impediscono l´accesso sui mercati cinesi e il cyberspionaggio.  
Da parte cinese è stata riportata la disponibilità a concedere maggiore accesso alle imprese statunitensi in linea con l´impegno di Pechino a favore delle liberalizzazioni. La Cina, inoltre, si sarebbe impegnata ad acquistare più prodotti agricoli, a dare una mano nel disinnesco della minaccia nucleare nordcoreana e a reprimere le esportazioni di Fentanyl. Quest´ultimo è un oppiaceo sintetico 50 volte più potente dell´eroina, prodotto illegalmente in Cina da centinaia di piccoli laboratori, che sta invadendo il mercato statunitense. Uno stupefacente "ad alto margine" per i narcotrafficanti che si sono alleati con i produttori cinesi. Una nuova minaccia per la società Usa che sta suscitando un´attenzione bipartisan nel Congresso di Washington. La tregua commerciale è stata salutata con favore anche dalla stampa cinese che ha indicato l´accettazione dei 90 giorni di tempo indicati da Trump per raggiungere un´intesa su accesso ai mercati, proprietà intellettuale e "controllo congiunto della cyber criminalità".
 


lunedì 3 dicembre 2018