Risparmio, cresce la fiducia nella consulenza finanziaria

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Risparmio, cresce la fiducia nella consulenza finanziaria

Thomas Drouault / Unsplash

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Nel decidere sui loro investimenti finanziari gli italiani continuano a preferire il 'fai-da-te'. E' l'evidenza che emerge dal Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Dal campione esaminato (3.050 persone) rappresentativo dei 'decisori finanziari italiani' emerge che solo il 20% si affida a un consulente finanziario o a un gestore che consulta anche per monitorare il proprio portafoglio.

Gli altri, invece, rientrano nell'ampia sfera del 'fai-da-te' che il rapporto Consob divide in due gruppi: un 40% che decide in autonomia e un altro 40% che si affida ai consigli di amici e parenti, a volte attivi nel settore della finanza, ossia alla cosiddetta consulenza informale. Chi si affida al consulente, nota la ricerca, stabilisce una relazione solida e solo il 18% dichiara di averlo cambiato in quanto insoddisfatto dal servizio. Le raccomandazioni ricevute vengono seguite nel 60% dei casi, meno del 20% si documenta consultando fonti informative alternative e meno del 5% chiede sempre una seconda opinione ad altro esperto.

La ricerca Consob nota poi come la remunerazione della consulenza, tema di attualità dopo la Mifid2, sia poco considerata: la maggioranza del campione ritiene che sia prestata a titolo gratuito e inoltre emerge come la disponibilità a remunerarla sia molto bassa anche tra gli investitori assistiti da un esperto. Secondo la Consob l'attitudine al risparmio degli italiani è un valore da preservare e per questo è arrivato il momento di agire per stimolare una più attenta pianificazione finanziaria.

Un'azione che deve arrivare non solo dalle Autorità di vigilanza ma da tutti gli attori del mercato spiega il Commissario Consob Carmine Di Noia. "Le condizioni strutturali dei mercati sono cambiate e c'è bisogno di competenza e comportamenti sostenibili che prima non erano sentiti come necessari". Una migliore pianificazione, spiega, consentirebbe anche di incanalare meglio il risparmio verso gli investimenti finanziari a sostegno dell'economia reale. Il rapporto Consob indica che solo il 30% delle famiglie che risparmia ha un piano finanziario.

La ricerca, poi, conferma la scarsa conoscenza finanziaria delle famiglie. Sull'educazione finanziaria anche la Consob è in campo e dalle risposte del campione dei risparmiatori osserva la necessità di un cambio di passo. Le molte iniziative in campo per l'educazione finanziaria "vanno rese più efficaci perché la voglia del risparmiatore italiano di essere più preparato ancora non passa dalle parole ai fatti" spiegano i curatori della ricerca dell'Autorità di vigilanza sui mercati mobiliari. "Bisogna aumentare l'efficacia delle iniziative di educazione finanziaria, migliorare la comunicazione per sensibilizzare meglio i risparmiatori, stimolare la domanda di questo tipo di conoscenza per poter poi migliorare le attitudini e i comportamenti di chi prende le decisioni di investimento". Dal campione di risparmiatori italiani intervistati emerge come chi lo scorso anno dichiarava di volersi informare di più quest'anno in realtà non l'abbia fatto: dalle risposte al questionario emergono infatti le stesse défaillance nella conoscenza dei temi finanziari già segnalate nel 2018.


martedì 12 novembre 2019