Segnali di ripresa per l'economia Italiana, ma l'Europa resta lontana

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Segnali di ripresa per l'economia Italiana, ma l'Europa resta lontana

Operai al lavoro presso lo stabilimento FCA di Cassino
Operai al lavoro presso lo stabilimento FCA di Cassino - Paolo Tre / A3 / Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Un soffio di vento leggero torna a soffiare nelle vele dell'economia italiana nel primo trimestre ma secondo gli economisti non è ancora in grado di assicurare quella velocità necessaria a far ripartire una crescita significativa e soprattutto a chiudere il solito divario con l'Europa. I dati dell'Istat sul prodotto interno del primo trimestre indicano che il Paese è fuori dalla recessione tecnica ma praticamente in stagnazione. La stima flash dell'Istat indica un +0,2% di Pil in termini congiunturali e +0,1% sull'anno, una variazione che coincide con la crescita acquisita. Secondo gli economisti lo 0,2%, invece che lo 0,1% atteso, è probabilmente l'effetto di un ciclo di ripresa di accumulo dello scorte da parte delle imprese dopo il forte decumulo dell'ultima parte del 2018 ma questo non è un fattore perenne in grado di controbilanciare la debolezza della domanda interna. Un analista mette ad esempio in luce come il dato di crescita tendenziale sia fermo allo 0,1%. Dal 2016, fino ai primi due trimestri del 2018, è sempre stato superiore all'unità (nel terzo trimestre 2018 con una variazione congiunturale di -0,1% la crescita tendenziale era comunque del 0,5%). 

La crescita italiana resta tuttavia lontana rispetto alla media europea anzi viaggi a velocità dimezzata. Le prospettive, tuttavia, non sono incoraggianti se si guarda agli indici anticipatori come l'E-coin della Banca d'Italia. L'indicatore ha segnato in aprile 0,18 che rappresenta il sesto calo mensile consecutivo (0,2 a marzo), frenato dal nuovo deterioramento della fiducia delle imprese e dalla debole dinamica del commercio internazionale. Non sono favorevoli neanche le prospettive del settore manifatturiero anticipate dalle stime del CsC di Confindustria. Se per il primo trimestre la produzione industriale mostra una robusta crescita congiunturale (+1,1%) marzo e aprile sono stimati di nuovo in calo tanto da riportare in rosso la variazione acquisita nel secondo trimestre (-0,9%), per effetto di una domanda interna ancora debole e di un mercato estero che stenta a ripartire. 

Tra i comparti, del resto, sono molte le ombre. Frena anzitutto l'auto (-13,8% nel primo bimestre in termini di produzione), e con essa un vasto indotto di componentistica meccanica e di gomma-plastica. Il rallentamento dell'economia, d'altra parte, tende a indebolire le condizioni finanziarie delle imprese. La Banca d'Italia ha messo in luce che da un lato i bassi tassi aiutano la capacità di rimborsare i debiti così come la struttura dei bilanci, più solida rispetto al passato. Con il rallentamento dell'economia, i debiti delle imprese verso le banche sono tornati a ridursi nei primi mesi dell'anno: secondo le proiezioni della Banca d'Italia basate sullo scenario macroeconomico più recente, la riduzione proseguirebbe nel prossimo biennio. Le condizioni di accesso al credito restano caratterizzate da una elevata selettività e la crescita del debito bancario è limitata alle imprese finanziariamente più solide e a quelle di maggiore dimensione.
 


lunedì 6 maggio 2019