Per i finanziamenti fintech crescita a tre cifre in Italia

Home Per i finanziamenti fintech crescita a tre cifre in Italia

Per i finanziamenti fintech crescita a tre cifre in Italia

Una piattaforma di lending online disponibile su smartphone
Una piattaforma di lending online disponibile su smartphone - REUTERS/Thomas Mukoya/Illustration

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Crescita percentuale a tre cifre per il lending marketplace in Italia. Si tratta di una forma di finanziamento alternativa a quelle tradizionali sviluppata grazie alla diffusione del fintech e riconducibile, per un verso, all'applicazione al settore dei servizi finanziari di tecniche di intermediazione digitale sviluppate nell'e-commerce e, per un altro, al più ampio ambito del crowdfunding. Ad accendere i riflettori su questo aspetto del fenomeno fintech è uno studio della Consob che presenta le sue stime sull'ampiezza del fenomeno in Italia. 

In termini di volumi aggregati, a marzo 2018 in Italia l'ammontare totale erogato era di 383 milioni, con una crescita del 41% rispetto al trimestre precedente e del 290% sullo stesso trimestre dell'anno precedente. Di questi 108 milioni sono relativi alle piattaforme operanti nel segmento consumer-based e i rimanenti 275 milioni si riferiscono alle piattaforme specializzate nei prestiti alle imprese. 
Nel primo trimestre del 2018 tramite i lending marketplace il volume erogato è stato di circa 116,9 milioni. Secondo le stime degli autori della ricerca, nel 2017 l'ammontare erogato era stato invece di 88 milioni. L'istantanea scattata dalla Consob mostra la presenza di sei piattaforme che indirizzano le risorse raccolte alle persone fisiche (consumer lending) mentre tre sono quelle dedicate alle esigenze di finanziamento delle imprese. 

Data la parziale disomogeneità della fotografia del fenomeno, che testimonia le difficoltà legate al reperimento di informazioni relative al marketplace lending, gli economisti Consob hanno deciso di dare ampio spazio alle informazioni disponibili sui siti internet delle piattaforme in questione nonché a quelle emerse nel corso di una serie di interviste ad hoc. Dall'analisi dei dati sono state escluse tra le piattaforme di business lending quelle che si occupano dello sconto di fatture commerciali, note come invoice trading.

Una caratteristica delle piattaforme per i clienti consumer è che ammettono solo persone fisiche, con un'età compresa tra i 18 e i 75 anni e di cittadinanza italiana (solo qualche piattaforma operante in Italia non pone limiti di cittadinanza per il crowd-borrower). Per mitigare la probabilità di default del mutuatario, le piattaforme, al pari degli intermediari finanziari tradizionali, fissano alcuni requisiti per il reddito, come, ad esempio, sei mesi di anzianità minima di lavoro per i lavoratori dipendenti e 24 mesi di anzianità nella stessa tipologia di attività per i lavoratori autonomi; inoltre, il crowd-borrower deve essere titolare di un conto corrente in Italia da almeno 6 mesi.

Chi richiede questo tipo di finanziamento? Per quanto riguarda i clienti consumatori il 75% delle richieste di finanziamento (in termini di numerosità) è formulato da uomini. In particolare tra il 2016 e 2017 la percentuale dei richiedenti con un'età compresa tra i 25 e i 45 anni oscillava tra il 66-67% mentre la percentuale dei richiedenti con più di 65 anni era del 5% nel 2016 ed è scesa a zero l'anno successivo. L'identikit della clientela business si ricava dai dati delle piattaforme aggiornati al marzo del 2018. I maggiori utenti sono i commercianti al dettaglio e all'ingrosso, nonché operatori nel settore dei servizi e della produzione. Nel complesso infatti, circa l'80% dei prestiti (in termini di numerosità) concessi da tali piattaforme ha finanziato le richieste di questa platea. La distribuzione territoriale, indica che l'80% dell'erogato dalle piattaforme consumer based proviene (dati 2016-2017) da crowd-investor del Centro-Nord Italia. A marzo 2018 è la Lombardia la prima regione per numero di richiedenti con il 13% dell'erogato, seguita da Lazio, Campania e Piemonte. Simile risulta la distribuzione geografica dei crowd-borrower utenti delle
piattaforme business-based: la maggior parte dei richiedenti sono localizzati in Lombardia. 
I dati aggregati rilasciati dal 50% delle piattaforme consumer-based mostrano poi che, nei primi anni di attività il 58% dei prestiti (in termini di numerosità) era indirizzato verso debitori con un elevato profilo di rischio e solo il 13% dei prestiti era volto a finanziare progetti di borrower con basso profilo di rischio. Anche l'evidenza empirica relativa alle piattaforme business-based mostra che, nel quadriennio 2015-2018, circa il 65% dei prestiti erogati è stato destinato a
imprese mediamente rischiose (profilo bilanciato/aggressivo). Ciononostante, andando
a scomporre i dati sulla base di importo finanziato e numero di finanziamenti, emergono differenze rilevanti. Il 20% degli importi finanziati è rivolto ad imprese poco rischiose, mentre il 20% del numero di progetti finanziati è rivolto ad imprese rischiose. Lo studio, poi, sulla base delle autodichiarazioni segnala che nel 2017 le finalità del finanziamento, per quasi il 50% progetti per l'installazione di pannelli fotovoltaici, seguito dalla ristrutturazione della casa (12%) e dall'acquisto di arredamento (7%). Altre voci sono il consolidamento di debiti (9%), il finanziamento di esigenze di liquidità (5%) e l'acquisto dell'auto nuova e usata (5%). Dai dati di una piattaforma, poi, lo studio Consob ricava l'evoluzione delle preferenze degli investitori negli ultimi due anni (2016-2018). Il fenomeno che emerge è una riduzione nelle esigenze di finanziamento per il consolidamento di debiti pregressi e per finanziare le spese di ristrutturazione; un aumento nel finanziamento della liquidità (dal 15% al 18% del 2018) e per l'acquisto  di auto o moto (dal 18% del 2016 al 22% del 2018.
 
Le piattaforme - ricorda il lavoro della Consob - consentono di stipulare unicamente contratti di mutuo per il fatto che, nell'ordinamento italiano, il mutuo è l'unico contratto di finanziamento non qualificato dal Codice civile come contratto bancario. Tre piattaforme consumer-based e tutte quelle business-based pongono limiti massimi e minimi all'importo erogabile. Le prime fissano un limite minimo di 500 euro, un limite massimo (50.000), o entrambi (500-25.000). Per le tre piattaforme di tipo business-based, invece, il limite minimo varia tra i 10.000 e i 30.000 euro mentre il limite massimo va dai 250.000 fino a 3,5 milioni di euro.
 


lunedì 22 luglio 2019