Ocse, un mercato dei capitali più competitivo come leva di sviluppo

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Ocse, un mercato dei capitali più competitivo come leva di sviluppo

Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana
Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana - CAMERA PRESS /Gino Begotti / Cont¿rasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Sviluppare un mercato dei capitali moderno e competitivo è cruciale per la crescita di un paese come l'Italia che, tuttavia, dopo anni di sforzi con incentivi fiscali, crediti d'imposta, minibond e Pir, si ritrova ancora con un mercato gracile, incapace di intercettare i grandi flussi di capitali privati e, anzi, con la frustrazione di assistere alla 'fuga' del risparmio italiano, per circa 190 miliardi, che esce per finanziare il capitale di rischio delle imprese oltre confine. Questa in sintesi l'analisi fatta dall'Ocse in un rapporto sull'Italia. "L'Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei per avere un mercato dei capitali sviluppato" ha osservato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, che ha presentato un vero e proprio 'piano d'azione' indirizzato al Governo italiano consegnandolo nelle mani del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

Tra le raccomandazioni contenute nel rapporto Ocse, c'è quella, prioritaria, di favorire l'aumento del flottante delle quotate, indispensabile ad alzare la percentuale dei titoli italiani nell'Msci Europe Index, indice di riferimento per i grandi investitori che vogliono puntare su piccole e medie imprese europee. La sottorappresentazione di titoli italiani nell'indice ha come conseguenza che la quota di asset italiani nei portafogli dei gestori istituzionali internazionali sia inferiore a quella degli asset di altri paesi di analoga dimensione in termini di Pil, come la Francia. 
Un mercato dei capitali robusto si può avere anche promuovendo la quotazione di imprese pubbliche locali sul listino principale (Mta) di Piazza Affari. L'Ocse invita poi a potenziare il ruolo della Consob che va sensibilizzata, prima, a fare un'autovalutazione a 360 gradi della sua efficienza. Le singole misure, tuttavia, osserva l'Ocse, non bastano se non si tiene a mente che l'ecosistema del mercato dei capitali ha un equilibrio delicato; serve allora un quadro di riforme «coerente, inequivocabile e prevedibile» che consenta a investitori, aziende e imprenditori di impegnarsi in investimenti a lungo termine.

L'Ocse mette a fuoco nella sua analisi i vari strumenti del mercato dei capitali. Tra questi uno dei più nuovi è rappresentato dalle Spac, le società conchiglia, che una volta costituite e quotate sul mercato Aim acquisiscono società target che vengono con questo canale innovativo attratte sul listino. La raccomandazione dell'Ocse all'Italia sulle Spac è quella di creare una cornice di regole che preveda una salvaguardia per gli investitori e minimizzi i conflitti di interesse tra promotori, investitori e compagnie target. L'organizzazione internazionale guidata da Gurria suggerisce inoltre di modificare il Codice Civile per abolire o almeno ridurre il termine di 60 giorni garantito ai creditori della società target per opporsi alla fusione tra la Spac e la società target.

Una nota dolente, osserva l'Ocse, è quella dei fondi pensione che detengono asset pari solo al 9,4% del Pil, percentuale che è nettamente inferiore alla media dei paesi Ocse: 50,7 per cento.  La raccomandazione è quella di tenere conto del nuovo quadro normativo per i fondi Eltif in Europa al fine di aumentare i coinvestimenti da parte degli investitori istituzionali e la partecipazione di investitori individuali 'qualificati', secondo la definizione del Tuf, al mercato dei capitali italiano. Altro suggerimento è quello di creare fondi di fondi dedicati specializzati nel finanziamento alle pmi. (Un primo esempio, non citato dal rapporto, sono i fondi di fondi promossi da Cdp attraverso il Fondo italiano d'investimento (Fii sgr) in collaborazione con l'associazione dei fondi pensione datoriali).


lunedì 3 febbraio 2020