Minibond, aumentano le imprese che li emettono per innovare e crescere

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Minibond, aumentano le imprese che li emettono per innovare e crescere

Tecnici al lavoro presso lo stabilimento di Milano di Nuceria Group
Tecnici al lavoro presso lo stabilimento di Milano di Nuceria Group

Un mercato dei mini-bond in salute. È quello che emerge dalla quinta edizione dell'Osservatorio sui mini-bond realizzato dal Politecnico di Milano. Nel 2018 infatti, anno che viene preso in considerazione, questo settore ha confermato e rafforzato lo sviluppo, con 198 emissioni. È cresciuto il numero delle operazioni effettuate, confermando questo strumento come fonte di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario, soprattutto in preparazione a successive operazioni, magari più complesse, come quelle di private equity o una quotazione in Borsa.

A fine 2018 il mercato Extra MOT PRO, il listino che meglio si adatta alle caratteristiche dei mini-bond italiani, ha raggiunto quota 207 titoli quotati, il valore più alto mai toccato. Secondo i dati dell'Osservatorio del Politecnico sono 498 le imprese italiane che a fine 2018 avevano collocato mini-bond, tra cui 260 Piccole e medie che hanno raccolto oltre 4,6 miliardi di euro. Nel solo 2018 le società emittenti sono state 176, di cui ben 123 sono le imprese che si sono affacciate su questo mercato per la prima volta.

Il settore manifatturiero è quello più rappresentato, con oltre il 40% delle imprese sul campione totale anche se nel 2018 si è assistito ad una maggiore varietà di settori rispetto al passato. A livello geografico si registra sempre una netta prevalenza delle regioni del Nord Italia, ma crescono anche le regioni del Sud.

Guardando al numero delle emissioni, tra gli arranger più attivi sul mercato dei mini-bond nel 2018 troviamo al terzo posto Sella Corporate & Investment banking, la divisione specializzata in operazioni di finanza straordinaria del Gruppo Sella, che con dodici operazioni curate rappresenta la prima banca commerciale in classifica.

Ma perché le imprese emettono mini-bond? Quali sono i loro obiettivi? Innanzitutto, da quanto rilevato dall'Osservatorio, la prima necessità è quella di finanziare la crescita interna dell'impresa, per il 56% del campione. Al secondo posto, soprattutto per le imprese più grandi, c'è l'obiettivo di ristrutturare le passività finanziarie; seguono le strategie di crescita esterna tramite acquisizioni e il fabbisogno di alimentare il ciclo di cassa del capitale circolante.

Secondo le analisi del Politecnico di Milano, per il 2019 le aspettative sul mercato dei mini-bond sono più conservative rispetto agli anni precedenti, anche per alcuni segnali meno positivi che provengono dal ciclo economico. Ma i volumi dovrebbero mantenersi simili a quelli del 2018.
 


martedì 5 marzo 2019