Mini-bond, lo strumento per la crescita delle Pmi

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Mini-bond, lo strumento per la crescita delle Pmi

Rotative​ a tecnologia roto-offset all´interno di uno stabilimento industriale
Rotative​ a tecnologia roto-offset all´interno di uno stabilimento industriale - Roberto Caccuri / Contrasto

Per le Piccole e medie imprese i mini-bond rappresentano sempre di più un valido strumento per finanziare i propri progetti di crescita a sviluppo. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio sui mini-bond realizzato dal Politecnico di Milano, nel 2018 sono state fatte ben 198 emissioni obbligazionarie e anche per il 2019 le aspettative su questo settore confermano un mantenimento dei volumi simili a quello dell'anno passato. 

I mini-bond, introdotti dal Decreto Sviluppo nel 2012, sono un innovativo strumento di auto finanziamento per le aziende non quotate in Borsa grazie al quale ottenere fondi dagli investitori in cambio titoli di credito. I mini-bond sono quindi semplici obbligazioni che un'azienda emette, offrendoli in cambio di un prestito a coloro che intendono investire nel proprio progetto. Come tutte le obbligazioni hanno un tasso d'interesse riconosciuto sotto forma di cedola semestrale o annuale, nonché una data di scadenza.

Le imprese utilizzano questi strumenti principalmente per finanziare la propria crescita interna. Poi, e qui il riferimento è alle imprese più grandi, c'è la necessità di ristrutturare le passività finanziarie; seguono le strategie di crescita esterna tramite acquisizioni e il fabbisogno di alimentare il ciclo di cassa del capitale circolante.

Tornando sui dati dell'Osservatorio del Politecnico, emerge come le operazioni di mini-bond spesso siano propedeutiche anche a successive operazioni, magari più complesse, come quelle di private equity o una quotazione in Borsa. A fine 2018 il mercato Extra MOT PRO, il listino che meglio si adatta alle caratteristiche dei mini-bond italiani, aveva raggiunto quota 207 titoli quotati, il valore più alto mai toccato, con 498 imprese italiane avevano collocato mini-bond, tra cui 260 Piccole e medie che hanno raccolto oltre 4,6 miliardi di euro. Nel solo 2018 le società emittenti sono state 176, di cui ben 123 sono le imprese che si sono affacciate su questo mercato per la prima volta.

Il settore manifatturiero, che come da tradizione è quello conta più realtà nel nostro Paese, è quello più rappresentato, con oltre il 40% delle imprese sul campione totale anche se nel 2018 si è assistito ad una maggiore varietà di settori rispetto al passato. Emerge anche una prevalenza delle imprese del Nord Italia, ma si registra una crescita delle imprese del Mezzogiorno.

Nei primi mesi del 2019 Sella Corporate & Investment banking, la divisione specializzata in operazioni di finanza straordinaria del Gruppo Sella, ha già curato due operazioni di mini-bond, entrambe per la società piemontese TSW Industries, specializzata nella produzione di macchinari per la lavorazione e il packaging di generi alimentari e altri beni di largo consumo. Nel 2018, guardando al numero delle emissioni, Sella Cib, con dodici operazioni curate, si è confermata per il secondo anno consecutivo come la prima banca commerciale nella classifica stilata dall'Osservatorio del Politecnico, con emissioni obbligazionarie e quotate sul segmento professionale Extra Mot gestito da Borsa Italiana e prevalentemente collocate presso investitori istituzionali
 


giovedì 30 maggio 2019