Bce, nuova rotta della politica monetaria

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Bce, nuova rotta della politica monetaria

Il presidente della Bce Mario Draghi durante la conferenza stampa che si è tenuta a Vilnius, in Lituania
Il presidente della Bce Mario Draghi durante la conferenza stampa che si è tenuta a Vilnius, in Lituania - Reuters / Ints Kalnins

Il Sole 24 Ore - Radiocor

La Bce inizia a cambiare rotta di fronte ad un orizzonte minaccioso e cerca di rassicurare i mercati che il nuovo percorso li metterà al sicuro. Mario Draghi, proseguendo nella metafora nautica, è ormai agli ultimi colpi di timone, a fine ottobre esaurirà il suo mandato, e forse è anche per questo che nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo della banca ha voluto sottolineare che le decisioni alla Bce sono collegiali e che la difesa dell'euro del 2012, attribuite alle sue famose parole, pronunciate in un discorso a Londra, sicuramente oggi verrebbe fatta dal suo successore, nella collegialità del Consiglio.

La banca centrale europea ha voluto modificare la rotta della sua politica monetaria allontanando la prospettiva di un rialzo dei tassi ma non solo. Ha anche fatto capire che potrebbe riattivare ulteriori misure espansive se si concretizzasse uno scenario avverso. I banchieri centrali sono preoccupati per le conseguenze della guerra commerciale Usa-Cina e per una certa pressione nei confronti dell'attuale sistema economico globale multilaterale. Il tutto in un contesto di rallentamento per la crescita economica europea e di inflazione che proprio non ne vuole sapere di riavviare un'ascesa che la possa portare verso il 2% in una prospettiva di medio termine. Per questo è stato lanciato innanzitutto il messaggio che i tassi non si muoveranno per altri sei mesi (giugno 2020 è il nuovo punto focale) con una revisione che arriva, nota qualche osservatore della casa di Francoforte, dopo soli tre mesi dal precedente messaggio che indicava 'tassi invariati fino a fine anno'.

Draghi però ha fatto di più dicendo che la Banca pensa anche nuove misure di quantitative easing se dovesse essere necessario. In questo caso, per gli analisti, si tratta di un avvio di discussione nel Consiglio che probabilmente non si tradurrà in realtà prima che arrivi il successore di Draghi, una partita ancora in alto mare, quest'ultima, con almeno quattro candidature con le stesse possibilità di successo. 

Un altro messaggio conciliante dei banchieri centrali è stato quello del disvelamento delle condizioni per le prossime aste di rifinanziamento del sistema bancario, le cosiddette Tltro3. Le condizioni saranno favorevoli per le banche, nel giudizio degli addetti ai lavori, eviteranno quindi possibili colli di bottiglia per la liquidità e allo stesso tempo disincentiveranno il cosiddetto 'carry trade', ossia la speculazione fatta con la liquidità a costo zero investita in titoli di Stato piuttosto che in finanziamenti al sistema produttivo. Resta invece nascosta nelle stanze di Francoforte un'altra misura allo studio per non penalizzare l'industria bancaria, quella che consentirebbe loro di riavere indietro parte dei soldi versati per depositare in Bce la liquidità in eccesso.


lunedì 10 giugno 2019