Luglio 1969: l'uomo sbarca sulla luna. Il futuro è più vicino

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Luglio 1969: l'uomo sbarca sulla luna. Il futuro è più vicino

La prima pagina dell´edizione del giornale ´Stampa Sera´ di lunedì 21 luglio 1969
La prima pagina dell´edizione del giornale ´Stampa Sera´ di lunedì 21 luglio 1969

Di Fabrizio Gremmo*

«SULLA LUNA!»: il titolo a piena pagina del giornale "Stampa Sera" di lunedì 21 luglio 1969 è di quelli destinati a segnare un'epoca. 
Cinquant'anni fa l'intero pianeta, col fiato sospeso, seguiva in "mondovisione" televisiva - grazie a una tecnologia allora ancora giovane - un evento finalmente degno di tale attenzione. Alle 04:56 del mattino, ora italiana, in un bianco e nero incerto, gli spettatori assistettero al primo, piccolo passo di un uomo sulla luna, l'astronauta Neil Armstrong, seguito dal collega Buzz Aldrin. Oltre alle reazioni entusiastiche e all'euforia collettiva che i giornali puntualmente registrarono, l'articolista Mario Ciriello di Stampa Sera sottolineò un dato essenziale, osservando l'impresa da un'angolazione particolare, quella legata alla tecnologia impiegata nel LEM, il veicolo utilizzato per la missione lunare, e scrisse: «Quando si tratta di questi vascelli spaziali, l'uomo della strada pensa subito alle possenti, ampie, quasi fastose navi dei film e dei romanzi di fantascienza. Non bisogna invece dimenticare che, per quanto prodigiose siano le imprese a cui assistiamo, l'ingegneria spaziale è tuttora ai primi vagiti, e gli astronauti devono affrontare quei disagi e quei rischi che, sia pure in forma diversa, furono affrontati all'inizio del secolo dai "temerari sulle macchine volanti" [...]. Ma il LEM ha qualcosa che Orville Wright [pioniere del volo] non sognava neppure, una delle creazioni più affascinanti della nostra era, la chiave all'esplorazione dello spazio: i computers».

Sta forse qui una delle chiavi di lettura più interessanti dell'impresa lunare che, se da un lato ci appare quasi come un ricordo o un racconto ormai appannato dal tempo, resta per altro verso attualissima e concreta per via delle innovazioni tecnologiche che ha comportato. Da quel momento dunque, l'influenza della luna servirà non solo all'ispirazione di pittori, musicisti e poeti, ma anche alla creazione di brevetti e soluzioni che raggiungeranno la vita quotidiana delle persone.  

L'utilizzo del computer, ad esempio, si diffuse ben presto per automatizzare varie fasi dei processi lavorativi, anche in ambito bancario, come la stessa Banca Sella seppe cogliere fin dal 1973.
Certo, l'impresa lunare influenzò anche il costume, la moda, il pensiero e gli stessi gusti in fatto di arredi domestici e di allestimenti di uffici e luoghi pubblici. Con risultati che, a volte, sembravano più avveniristici e 'spaziali' dello stesso modulo LEM utilizzato dagli astronauti. Ecco in proposito il caveau della Banca Sella nella sede di via Italia a Biella, inaugurata nel 1966 (lì trasferitasi da via Seminari), così come appare nelle immagini d'epoca: un ambiente all'avanguardia, lucido e metallico, essenziale, con uno stile ispirato alla razionalità di una base operativa. 

Lo spazio rappresentava "il futuro", sin dai tempi degli osservatori astronomici assiri o maya, un traguardo coscientemente al di là dei propri mezzi; il quel momento il futuro era arrivato, nell'idea che ormai si potessero centrare tutti gli obbiettivi. E se "la lunga notte della luna", per qualche ora, arrestò il mondo e lo rese piccolo e accessibile come non mai, e proprio gli astronauti ce lo fecero vedere nella sua sferica semplicità, il primo piccolo passo ci riproiettò in avanti, verso una nuova corsa al futuro che, in tutti i settori, è la sfida quotidiana che permane per ciascuno di noi.   

*Archivio Storico Gruppo Sella


venerdì 19 luglio 2019