L´euro digitale? Nel 2030 potrebbe essere realtà

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L´euro digitale? Nel 2030 potrebbe essere realtà

Secondo il sondaggio della Bri, sono molte le banche centrali che stanno conducendo ricerche sulle divise elettroniche
Secondo il sondaggio della Bri, sono molte le banche centrali che stanno conducendo ricerche sulle divise elettroniche - REUTERS / Dado Ruvic

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Le banche centrali tra una decina d´anni potrebbero emettere, accanto alle banconote e alle monete fisiche, anche banconote elettroniche. E´ lo scenario che suggerisce un sondaggio condotto dalla Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, che tra i suoi compiti ha quello di promuovere il dialogo tra banche centrali nazionali. Un sondaggio diffuso nei giorni scorsi ha rivelato che non solo le banche centrali stanno pensando alle divise digitali a livello teoretico ma qualcuna inizia a studiare concretamente il dossier e c'è chi è già arrivata alla fase di test. Non solo: il sondaggio della Bri mette in evidenza che l'attenzione al tema è cresciuta lo scorso anno rispetto al 2017.

Per quale motivo le banche centrali dovrebbero emettere anche divise elettroniche? Si noti che non si sta parlando di cripto valute come i bitcoin ma di vere monete con corso legale. Le risposte al questionario della Bri si differenziano in due macro gruppi: da un lato le banche centrali dei paesi avanzati e dall'altro quelle dei paesi in via di sviluppo. Per le prime le motivazioni più forti per l'emissione di divise digitali sarebbero la sicurezza dei pagamenti e la loro maggiore efficienza, in particolare nel mercato interno e la stabilità finanziaria. Per i paesi in via di sviluppo una motivazione diversa, molto gettonata nelle risposte, è l'inclusione finanziaria. Le banche centrali di questi paesi in via di sviluppo rispondono alla Bri osservando che sostenendo la digitalizzazione si può prosciugare l'economia sommersa e combattere la criminalità finanziaria. Tra i paesi sviluppati, invece, da segnalare la motivazione, particolare, indicata dalla Banca centrale svedese, la Riksbank, molto più avanti delle altre nella messa a punto di un studio per una futura "e-Corona". La Riksbank ha notato un costante calo dell'uso del contante in Svezia negli ultimi otto anni: solo poco più del 10% della popolazione ha usato il contante nel 2018, la percentuale nel 2010 era attorno al 30 per cento. I negozianti svedesi hanno iniziato a fare i conti e a fronte di un declino ulteriore il costo della gestione del contante diventerebbe proibitivo al punto che le banconote di carta potrebbero, paradossalmente, non essere più accettate in futuro nei negozi. Per questo la Banca svedese ha avviato dal 2017 il progetto della e-Krona che sarebbe emessa come complementare al contante e agli attuali pagamenti elettronici. In sostanza sarebbe utilizzata in caso di default dei sistemi di pagamento elettronico. Le valute elettroniche potrebbero essere emesse con la tecnologia della blockchain che la stessa Riksbank ammette come non sia ancora una tecnologia matura anche se non si esclude che possa essere valida in futuro.


Al di là del caso svedese (un altro studio avanzato è quello della Banca centrale dell'Uruguay che ha realizzato un progetto pilota), sono molte le banche centrali che stanno conducendo ricerche sulle divise elettroniche. La gran parte di loro, nota il documento diffuso dalla Bri, ha ora ben chiare le sfide che pone il tema ma non c'è ancora la convinzione che i benefici siano superiori ai costi. Quelle che dichiarano di ritenere maggiori i benefici rispetto ai costi, sono soprattutto le banche centrali dei paesi in via di sviluppo spinte dalla motivazione di favorire l'inclusione finanziaria nel loro paese. Dal sondaggio emerge poi che le divise digitali non saranno una realtà né a breve (orizzonte fino a 3 anni) né a medio termine (fino a 6 anni). Il sondaggio sottolinea come tutte le banche centrali stiano affrontando con cautela questo argomento e stiano collaborando evitando pericolose "fughe in avanti". La collaborazione tra le banche centrali si concretizza nella condivisione dei risultati dei rispettivi studi. Andando incontro al futuro e alle necessità che avrà il mercato dei pagamenti, conclude la Bri, la risposta principale non sarà più l'utilizzo del contante. La gran parte della popolazione mondiale dovrà però ancora attendere anni prima di utilizzare euro, dollari o yuan digitali ma le banche centrali stanno lavorando a fondo per assicurare che l'attesa valga la pena.
 


lunedì 14 gennaio 2019