L'area Ocse rallenta la crescita - L'area Ocse rallenta la crescita

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L'area Ocse rallenta la crescita

Il Conference Centre Ocse a Parigi
Il Conference Centre Ocse a Parigi - OECD / Michael Dean

Il Sole 24 Ore - Radiocor

L´area dell´Ocse, l´organizzazione che raggruppa 36 paesi industrializzati, ha registrato un rallentamento della crescita nel terzo trimestre di quest´anno. Il tasso di sviluppo è risultato dello 0,5% tra luglio e settembre contro lo 0,7% dei tre mesi precedenti. In frenata i paesi Ue (+0,3% il Pil da +0,5%) ma anche l´eurozona (+0,2% da +0,4%). Tra questi ultimi l´Italia, come noto, ha registrato una stagnazione nel trimestre (variazione zero), la Germania il primo passo indietro dopo anni (-0,2%) mentre la Francia ha accelerato (0,4% da +0,2%) così come il Regno Unito (+0,6% da +0,4%). Su basa annua, la crescita dell´area Ocse continua a rallentare: +2,4% nel terzo trimestre da +2,5% nel secondo. La crescita nel primo trimestre di quest´anno era stata del 2,6% (2,7% nel quarto trimestre 2017 e 2,8% nel terzo). Tra i maggiori Paesi, la crescita più forte su base annua è sempre degli Stati Uniti (+3% da +2,9% nel secondo trimestre) mentre la più lenta è quella del Giappone (+0,4% da +1,4%). Penultima l´Italia con +0,8% annuo da +1,2% nel secondo trimestre. Netta la frenata della Germania (+1,2% da +1,9%) mentre la Francia rallenta a +1,5% da +1,7%.

Tornando all´Italia, l´analisi dell´organizzazione che a sede a Parigi, mette in luce che la ripresa ha perso slancio e l´aumento dell´incertezza e dei tassi d´interesse potrà ridurre la propensione di famiglie e imprese a consumi e investimenti, controbilanciando gli effetti espansivi del bilancio pubblico sull´attività. L´aumento del Pil italiano quest´anno è stimato all´1% (dall´1,2% indicato a settembre e 1,4% a maggio) e le stime puntano a +0,9% sia per il 2019 che per il 2020. Il deficit si prospetta al 2,5% del Pil nel 2019 e al 2,8% nel 2020. Il debito pubblico, per l´effetto combinato della minore crescita, dei maggiori costi per interessi e dell´aumento del deficit, invece di scendere si dovrebbe ´stabilizzare su alti livelli´: 130,5% quest´anno e 129,9% nel 2019-2020. L´Italia, secondo l´economista Boone, deve fare più riforme per rilanciare la crescita in un orizzonte di lungo termine e deve migliorare la produttività. In Italia non c´è abbastanza produttività - ha sottolineato Boone - e quindi le riforme dovrebbero essere indirizzate a migliorare l´istruzione e l´occupabilità soprattutto dei giovani, così come bisogna migliorare la qualità delle infrastrutture e la capacità del settore pubblico di mettere in pratica i progetti. Tra le raccomandazioni dell´Ocse anche le riforme a favore della concorrenza e la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, la cui maggiore efficienza permetterebbe anche di accelerare i progetti infrastrutturali.

 


lunedì 26 novembre 2018