La Bce vara nuove misure per sostenere l'economia dell'Eurozona

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La Bce vara nuove misure per sostenere l'economia dell'Eurozona

Il presidente della Bce Mario Draghi
Il presidente della Bce Mario Draghi - REUTERS / Kai Pfaffenbach

Il Sole 24 Ore - Radiocor

L'economia europea rallenta e la Bce corre ai ripari. La banca centrale europea, guidata fino al prossimo mese di ottobre da Mario Draghi, ha ridotto fortemente le stime sul Pil (1,1% dal precedente 1,7%) ed inflazione (1,2% da 1,6%) del 2019 e di conseguenza per sostenere l'economia ha deciso di mettere in campo sette nuove operazioni di rifinanziamento (TLTRO ) della durata di 2 anni che partiranno a settembre 2019 e termineranno a marzo 2021 con tasso indicizzato al tasso di rifinanziamento.

Il motivo lo ha spiegato direttamente Draghi: "Abbiamo deciso di reintrodurre le aste Tltro - ha detto il presidente Bce - per minimizzare il rischio che i fondi presi a prestito con le aste a lungo termine possano essere utilizzati come avvenuto in passato con i bond sovrani. Il nostro obiettivo è che i fondi siano usati per erogare credito a imprese e famiglie, non per comprare bond sovrani".  La Banca ha spiegato che la terza serie di aste Tltro "aiuteranno a mantenere condizioni di credito favorevoli per le banche e aiuteranno con una trasmissione efficace della politica monetaria". In base al nuovo programma di aste, le banche potranno prendere a prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei alla data del 28 febbraio 2019 e a un tasso che sarà indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali per tutta la durata dell'operazione.

A giudizio degli analisti che seguono la Bce, pur in assenza delle specifiche tecniche delle nuove aste, queste ultime saranno certamente meno a 'buon mercato' di quelle del programma Tltro II. Si tratta in ogni caso di una buona notizia per le banche anche se il minor appeal di questa fonte di raccolta bancaria era prevedibile.  A giudizio degli addetti ai lavori questa ¿normalizzazione' della provvista di credito da parte della Bce probabilmente riflette le condizioni migliori rispetto a tre anni fa anche in termini di trasmissione degli stimoli di politica monetaria così come la volontà del Consiglio Direttivo di ridurre la dipendenza del settore dal funding offerto da Francoforte. La Bce ha poi cambiato la guidance sui tassi d'interesse per togliere incertezza e spingere le imprese a investire. I tassi resteranno invariati, è stato annunciato, almeno "fino alla fine dell'anno" e non più "almeno fino alla fine della prossima estate" come dichiarato ancora il mese scorso. Il ritardo nel recupero del tasso d'inflazione verso l'obiettivo fissato dalla Bce è la ragione principale. Il rischio di deflazione è lo spettro da sconfiggere mentre l'economia rallenta.
 


lunedì 11 marzo 2019