La Bce apre all'adozione dell'euro digitale

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La Bce apre all'adozione dell'euro digitale

La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte
La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte - Alex Kraus / laif

Il Sole 24 Ore - Radiocor

L'euro digitale da argomento di dibattito in convegni su scenari futuribili è diventato un progetto concreto sul tavolo dei Governatori delle banche centrali dell'Eurosistema. Questa la conseguenza di un dettagliato rapporto messo a punto da una task force 'ad hoc' presieduta dall'italiano Fabio Panetta membro del board della Bce, diffuso la scorsa settimana. Tutto è ancora da decidere, spiegano da Francoforte con l'intenzione di frenare le fughe in avanti, ma a leggere bene il rapporto si comprende che i regolatori, alla fine, daranno il loro assenso.

Il motivo principale che porterà all'adozione dell'euro digitale sarà la volontà di evitare nuovi rischi per la stabilità finanziaria legati alle criptovalute. Il rapporto ovviamente non lo esplicita ma i progetti di "stablecoin", come Libra di Facebook, hanno avuto sui banchieri centrali l'effetto di una doccia gelata al risveglio: li ha scossi da una sorta di torpore e spinti ad affrontare un tema che fino allo scorso anno, ossia prima del lockdown e delle conseguenze che ha avuto sulle transazioni digitali, si pensava sarebbe maturato non prima di cinque o dieci anni. Adesso invece siamo già ad una fase di sperimentazione e di consultazione pubblica ma i 'picchetti' per il cantiere dell'euro digitale sono stati, di fatto, già posizionati e anche gli strati del terreno dove andranno le fondamenta sono stati esaminati. Emettere l'euro digitale "potrebbe essere necessario" si legge nel rapporto Panetta.

Quindi più che una mera opportunità siamo già alla valutazione dello stato di necessità. In quali casi si verificherebbe? Se si registrasse un aumento della domanda di pagamenti elettronici nell'eurozona e un minor utilizzo del contante, è la prima risposta che viene data dal rapporto. Un'eventualità che è già realtà sotto gli occhi di tutti, anche per gli incentivi della legislazione nazionale verso i pagamenti digitali, come sta avvenendo in Italia. C'è poi un altro aspetto, descritto con articolati giri di parole me che con sintesi brutale è il rischio Libra. Il rischio cioè di una criptovaluta privata, considerata stabile e con una larga diffusione internazionale ossia un mezzo di pagamento che diventa universalmente accettato, con potenziali rischi esponenziali per i consumatori (nessuno ne garantisce la stabilità del valore) e per la stabilità finanziaria complessiva del sistema.

C'è poi la minaccia della 'concorrenza' delle altre banche centrali che potrebbero decidere prima della Bce di avviare un'ampia diffusione di monete digitali. Ecco perché la Bce ha tracciato un solco e non tornerà più indietro. Come sarà l'euro digitale? Semplice, sicuro e rapido per effettuare pagamenti come lo è il contante è la prima risposta. Accessibile a tutti in Europa è la seconda, con il chiarimento che l'accessibilità deve essere effettiva anche per chi non ha un conto corrente bancario.

Poi ci sono le questioni più tecniche: E' una moneta di banca centrale e non una divisa parallela, deve essere neutrale sul mercato e quindi non soffocare l'iniziativa privata che si esprime con le criptovalute (Bitcoin) e le stablecoin (Libra). L'euro digitale deve poi essere attraente come mezzo di pagamento ma non diventare una forma di "bene rifugio" per l'investimento che comporterebbe dei rischi per la provvista al sistema bancario (con uno switch dei depositi bancari verso la moneta digitale). La parola ora passa ai cittadini: dal 12 ottobre chiunque di noi potrà dire la sua all'apertura della consultazione pubblica.


lunedì 5 ottobre 2020