Con l'intelligenza artificiale può migliorare anche la valutazione del credito

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Con l'intelligenza artificiale può migliorare anche la valutazione del credito

Luca Florio / Unsplash

Il Sole 24 Ore - Radiocor

L'intelligenza artificiale deve entrare a pieno titolo nella valutazione dell'affidabilità dei clienti da parte delle banche. Le parole della Vicedirettrice generale della Banca d'Italia, Alessandra Perrazzelli, rappresentano un punto di svolta da parte dell'Autorità di vigilanza nazionale e forse il riconoscimento di una 'nuova frontiera' per chi svolge questa attività. La banca centrale riconosce la validità delle tesi della letteratura economica: i progressi della tecnologia sono tali per cui oggi le applicazioni basate sull'intelligenza artificiale, nell'attività di valutazione del merito di credito portano "notevoli vantaggi" rispetto al giudizio della sola mente umana. Questo soprattutto, aggiunge l'esponente di via Nazionale nel caso di start-up o imprese più piccole per le quali, alle spalle, c'è una ridotta storia creditizia sulla quale basarsi. 

Le banche italiane in questo ambito potranno certamente fare di più in futuro. Per ora, notano dalla Banca d'Italia, le principali hanno in produzione o in fase di studio progetti per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale ma ai fini della compliance, ossia di quella attività, che occupa un numero crescente di addetti, rivolta al controllo del rispetto e quindi della conformità delle procedure della banca alle leggi e alle norme imposte dal regolatore. 

L'intelligenza artificiale applicata alla profilatura della clientela, afferma in un intervento accademico Perrazzelli, consente di offrire prodotti e servizi sempre più personalizzati. La velocità con cui avanza la frontiera delle conoscenze tecnologiche, nota ancora, spinge le imprese a incrementare gli investimenti in attività quali la ricerca e sviluppo, l'acquisizione di software e competenze specialistiche. 

L'importanza del fintech per le banche, inoltre, si nota anche dal fatto che alla chiusura degli sportelli fisici, tendenza fisiologica e in accelerazione nell'ultimo biennio, non corrisponde una perdita netta di clientela, che resta legata appunto attraverso i canali digitali. Sempre la Vicedirettrice generale di via Nazionale nota un altro aspetto positivo legato alla digitalizzazione: le nuove possibilità di lavoro per i giovani. "È destinata a crescere la domanda da parte delle banche di giovani talenti tra informatici e ingegneri, in competizione con gli altri settori dell'economia - osserva - e sarà necessario investire in formazione per declinare le competenze di queste figure professionali nell'ambito finanziario".


lunedì 27 gennaio 2020