Censis, l'Europa tra le certezze degli italiani

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Censis, l'Europa tra le certezze degli italiani

Federico Lancellotti / Unsplash

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Gli Italiani credono ancora nel processo di integrazione europea. Lo certifica anche il rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese. Un'ampia maggioranza, il 60%, si dichiara contraria all'uscita eventuale dalla casa comune europea (il 25% invece è favorevole) e una maggioranza altrettanto larga si dichiara contraria all'abbandono dell'euro con un improbabile ritorno alla lira.

Il legame con l'Europa si spiega con le caratteristiche produttive del Paese, legato all'esportazione e ai 2 milioni di connazionali che vivono in Europa, il 41% del totale degli italiani all'estero (5 milioni). L'Europa quindi come una delle poche certezze per gli italiani, dominati per il resto da un quadro di incertezza, tamponata, in parte, da quelli che il Censis definisce gli "stratagemmi individuali per difendersi dalla scomparsa del futuro".

Tre italiani su quattro secondo l'analisi del Censis stimano che l'economia continuerà ad oscillare nei prossimi anni tra mini-crescita e stagnazione mentre una quota minoritaria si attende una nuova recessione. La reazione è un severo scrutinio dei consumi, l'accumulo del contante in chiave difensiva (+33,6% di contante e depositi bancari nel decennio 2008-2018) e anche il 'nero' per la sopravvivenza. Lo scenario economico incerto ha cambiato anche le abitudini del risparmio: la maggioranza indica che non comprerebbe più i titoli di Stato per effetto dei rendimenti scesi quasi a zero.

Anche l'investimento nel mattone ha perso fascino dopo che la ricchezza immobiliare delle famiglie negli ultimi nove anni ha subito una riduzione del 12,6 per cento in termini reali. L'incertezza si traduce anche in insicurezza sul fronte del lavoro. Per il Censis, l'aumento dell'occupazione nel 2018 (+321.000 occupati) e nei primi mesi del 2019 è un "bluff" che non produce reddito e crescita. Il bilancio della recessione è di -867.000 occupati a tempo pieno e 1,2 milioni in più a tempo parziale. Il part time involontario riguarda 2,7 milioni di lavoratori, con un boom tra i giovani (+71,6% dal 2007).

Aumenta poi il risentimento nei confronti del sistema previdenziale. Per il 45,2% degli italiani l'età pensionabile non deve seguire l'andamento della speranza di vita, mentre per il 43,2% speranza di vita ed età del pensionamento devono camminare insieme. Stenta poi a decollare il sistema previdenziale multipilastro, che sarebbe la vera soluzione per un sistema sostenibile, specialmente tra i giovani sostengono i ricercatori del Censis. Nel 2018 erano quasi 8 milioni gli iscritti alla previdenza complementare, vale a dire solo il 34,3% degli occupati, ma la quota di iscritti scende al 27,5% tra i lavoratori millennial. Solo il 23,3% degli italiani dichiara, tra l'altro, di sapere bene che cosa sia la previdenza complementare.


martedì 10 dicembre 2019