Lo scenario fintech è dinamico e promettente. Cresce la richiesta di investimenti

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Lo scenario fintech è dinamico e promettente. Cresce la richiesta di investimenti

REUTERS / Kai Pfaffenbach

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Il fintech italiano ha un forte dinamismo, con una prospettiva positiva e promettente ma ha bisogno di carburante per sfruttare il suo potenziale mentre è in una fase di maturazione e crescita. Questo è il messaggio che arriva dal terzo rapporto annuale sul fintech realizzato da Pwc. In Italia lo scorso anno c'erano 278 fintech con un incremento, rispetto all'indagine dell'anno prima, di 49 unità.  

La ricerca oltre alle fintech 'pure' prende in considerazione anche 86 imprese che cataloga come TechFin. Queste ultime sono le imprese del settore che popolano il campo della sicurezza cibernetica oppure i cosiddetti 'attivatori di tecnologia finanziaria' definizione che comprende, tra le altre, le realtà che affiorano nel settore innovativo dell'open banking.

Pwc evidenzia una serie di tratti somatici delle fintech italiane. Innanzitutto sono giovani: circa il 60% di quelle considerate nell'analisi ha meno di cinque anni. Sono poi piccole: il 70% ha meno di dieci addetti e sono in forte crescita: +40% i ricavi (confronto in questo caso tra i dati del 2018 e del 2017) a 374 milioni. Il dato considera però solo una parte del campione: le imprese con sede legale in Italia ma se si aggiungono anche altre realtà, con sede legale all'estero ma di fatto italiane, la percentuale di incremento dei ricavi risulta superiore al 60 per cento.

Ultimo tratto distintivo è quello di essere imprese promettenti: ossia un buon numero (37 contro le 28 del 2018) si è trasformata da start-up a impresa scale-up (fatturato che ha superato la soglia di 1 milione) e con un business model ben definito. La nota dolente, in questo caso il confronto è 2019 rispetto al 2018, è il rallentamento degli investimenti: Pwc indica 154 milioni rispetto al 197 dell'anno precedente; un trend in linea con il mercato internazionale e conseguenza di una polarizzazione dei fondi su poche grandi operazioni. 

Tra i singoli comparti, quello dei pagamenti resta il più importante con 46 imprese coinvolte. È il settore che registra la crescita più rapida dei fatturati (+62%) ma ha una marginalità negativa (-9%) poiché i modelli di business richiedono una ampia base di clientela per generare grandi volumi. Alle sue spalle c'e' il settore del 'lending' segmento importante per fatturato e numero di aziende anche se lamenta una mancanza di investitori. La redditività è positiva e le pmi sono l'obiettivo principale. Aumentano i segmenti di business come nel caso del real estate sia attraverso piattaforme dedicate nel settore del credito sia attraverso la raccolta di capitale attraverso il crowdfunding, la raccolta fondi al dettaglio su internet.

Un altro comparto promettente è quello del Regtech con 18 imprese presenti che tende a specializzarsi in soluzioni come assistenti fiscali e gestione della documentazione per le pmi. La novità del rapporto fintech 2019 è l'open banking diventato protagonista dopo l'entrata in vigore della Direttiva europea sui pagamenti (Psd2). L'open banking offre l'opportunità di creare servizi a valore aggiunto. Nel panorama italiano stanno nascendo ecosistemi e aggregatori dedicati al mondo fintech. 

Quando il rapporto era in via di completamento è scoppiata la pandemia di coronavirus che certamente potrà avere impatti sul fintech. Secondo Pwc il primo impatto potrà venire da un inaridimento del canale del venture capital con un'accentuazione di un trend che era già emerso negli ultimi mesi, ossia un minor interesse di questi investitori per le nuove start up. Questo potrebbe portare, secondo alcune analisi, al fallimento di iniziative che sono in fase di sviluppo. Tuttavia lo shock del coronavirus sta mettendo in luce il contributo che le aziende fintech possono dare alle imprese finanziarie tradizionali in termini di accelerazione dell'innovazione digitale. Le fintech si nota nel rapporto possono diventare un fattore strategico per un'innovazione finalizzata a rispondere ai nuovi bisogni della clientela. La quarantena in un paese in ritardo sulla digitalizzazione come l'Italia sta dando in queste settimane una fortissima spinta all'innovazione; smart working e smart learning innanzitutto ma anche nelle relazioni tra banche e assicurazioni e i rispettivi clienti spronati ad una relazione da remoto. 


lunedì 6 aprile 2020