Il robot apprende e si ripara da solo

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Il robot apprende e si ripara da solo

Il braccio robotico realizzato dai ricercatori della Columbia University di News York
Il braccio robotico realizzato dai ricercatori della Columbia University di News York - Columbia University

È il sogno - o l'incubo - presente in molti film di fantascienza. Robot con una consapevolezza di sé, in grado di imparare da soli partendo da zero, senza avere conoscenze precedenti di fisica, geometria o dinamica motoria. A realizzare questa ¿self-aware machine¿ sono stati i ricercatori della Columbia University di New York, facendo un grande passo avanti nella robotica. Quello che hanno realizzato, infatti è un braccio robotico che è in grado di comprendere da solo quali sono i compiti che deve svolgere e, cosa più importante, di ripararsi autonomamente in caso di malfunzionamento. Il robot che i ricercatori hanno progettato inizialmente non ha idea di quale sia la sua forma, ma dopo un breve periodo di adattamento, in circa un giorno di calcolo intensivo crea una autostimolazione. Il robot può utilizzare quella autostimolazione internamente per adattarsi a situazioni diverse, gestendo nuovi compiti e rilevando i propri danni ed eventualmente riparandoli in autonomia.

Inizialmente, il robot si è mosso in modo casuale e ha compiuto circa mille traiettorie. Poi ha utilizzato il deep learning, una tecnica di apprendimento automatico, per crearsi un modello autonomo. Iniziando cioè a svolgere compiti come prendere e posare oggetti secondo uno schema prestabilito tramite cui ha calibrato ancora meglio dimensioni, distanze e proporzioni e quindi i movimenti. Tutto da solo. Fino a quando il braccio robotico non è riuscito anche in incarichi più complessi, come recuperare un oggetto al suolo e inserirlo in un recipiente con un tasso di successo del 100%. Una percentuale che è scesa al 44% in caso di compiti non ricorrenti, nei quali cioè occorreva improvvisare la soluzione. Risultati comunque sorprendenti.

Il capo progetto Hod Lipson ha affermato che "l'abilità del robot di avere coscienza di sé è evidentemente molto grossolana se comparata a quella degli esseri umani, crediamo però che questa strada sia ormai aperta". E resta il problema della perdita del controllo.  "L'autocoscienza condurrà a sistemi adattivi e resilienti - concludono gli esperti con un mix di entusiasmo e prudenza - ma implica anche una certa quota di perdita di controllo. Una tecnologia molto potente che andrebbe maneggiata con cura¿. Come molti film di fantascienza ci hanno fatto vedere.
 


mercoledì 13 febbraio 2019