Pil, il 2019 potrebbe chiudere meglio del previsto grazie a consumi e investimenti

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Pil, il 2019 potrebbe chiudere meglio del previsto grazie a consumi e investimenti

Palazzo Koch, sede della Banca d´Italia a Roma
Palazzo Koch, sede della Banca d´Italia a Roma - Alberto Cristofari / Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

La crescita dell'economia italiana resta purtroppo fiacca ma nelle nuove previsioni macroeconomiche pubblicate dalla Banca d'Italia c'è qualche raggio di sole che inizia a filtrare. Non tanto nella revisione, minima, al rialzo della stima del Pil di quest'anno (+0,2%) quanto nel miglioramento dei dati emerso nei primi nove mesi dell'anno che hanno riacceso i colori della foto sbiadita che era stata scattata a luglio dalla banca centrale.

Gli economisti di via Nazionale scrivono infatti che ci sono "informazioni più favorevoli" provenienti dai dati macro dei primi nove mesi dell'anno. Si tratta dei consumi delle famiglie e degli investimenti in beni strumentali delle imprese che contribuiscono al refolo di vento che riesce a dare abbrivio alla vela del prodotto interno. In questo quadro le esportazioni aumenterebbero in linea con la crescita moderata della domanda estera per i prodotti italiani e l'occupazione si espanderebbe in media a tassi lievemente inferiori a quelli del prodotto.  Le buone notizie tuttavia finiscono qui, in quanto per le previsioni per il prossimo biennio vengono riviste al ribasso. Il Pil nel 2020 dovrebbe crescere di un modesto 0,5% e l'anno successivo dello 0,9 per cento. La ragione principale tuttavia non è domestica ma dipende dal quadro internazionale incerto.

L'istantanea, tuttavia, è stata scattata a metà novembre e non tiene conto del possibile accordo commerciale Usa-Cina che sembra concretizzarsi in questi giorni e che potrebbe essere un punto di svolta favorevole per la congiuntura internazionale. La Banca d'Italia nella sua analisi rileva poi che i bassi tassi di interesse stanno aiutando in termini di minore spesa per interessi. La previsione aggiornata è di un rendimento sui BTp decennali più basso di circa 50 punti base nel 2019 e di 90 punti base nel biennio 2020-21, grazie alla politica monetaria più espansiva da parte della Bce e alla riduzione dei premi per il rischio sovrano che nel caso italiano sono un aspetto indispensabile per il ritorno della fiducia.

Altra evidenza che emerge dalla nuove stime della Banca d'Italia è che la crescita dei prezzi al consumo resta ampiamente al di sotto dei desiderata della politica monetaria. Il trend di crescita sarà più lento rispetto a quanto si ipotizzava sei mesi fa: +0,6%, +0,7% e +0,8% nell'arco temporale 2019-2021, ben lontani dal quel "vicino al 2%" che è l'obiettivo della Bce per l'Eurozona e quindi anche per il nostro paese.


lunedì 16 dicembre 2019