Parigi 1889, la Tour Eiffel compie 130 anni

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Parigi 1889, la Tour Eiffel compie 130 anni

Buono comprendente 25 biglietti d’ingresso per l´Esposizione Universale di Parigi del 1889
Buono comprendente 25 biglietti d’ingresso per l´Esposizione Universale di Parigi del 1889 - Archivio Storico Sella

Di Fabrizio Gremmo*

Nella primavera del 2019 cadrà l´anniversario dei 130 anni dall´inaugurazione della Tour Eiffel, avvenuta nel contesto della grande Esposizione Universale di Parigi che, dal marzo 1889, aprì i propri padiglioni presentando alla Francia e al mondo intero le meravigliose invenzioni realizzate grazie al progresso della scienza e della tecnica.

Le Esposizioni Universali, tenute fra fine Ottocento e primissimo Novecento in varie città europee, furono l´espressione di un mondo che guardava con fiducia ed entusiasmo al progresso scientifico come fattore positivo in grado di segnare un destino luminoso, certo e inevitabile per l´Umanità intera, e alle sue conseguenze pratiche, concretizzate in invenzioni stupefacenti, come novità in grado di migliorare l´efficacia dei sistemi produttivi, le modalità e la velocità dei trasporti, e infine la vita stessa delle persone. 

Le grandi Esposizioni Universali ottocentesche avevano dunque una doppia funzione: non erano solo occasioni per presentare ai visitatori, come si fa in un museo, le ultime novità scientifiche e tecnologiche sviluppate dall´ingegno umano, ma costituivano anche mostre-mercato per proporre in vendita i prodotti esposti, fossero questi ascensori o telefoni, motori a scoppio o turbine, cannoni o macchinari agricoli, fonografi o nastri trasportatori.   

L´Archivio Storico di Banca Sella custodisce un interessante documento relativo all'Esposizione Universale di Parigi del 1889, costituito da un biglietto multiplo per 25 ingressi alla mostra, combinato con un buono per estrazione di premi in denaro e rimborsi, emesso dal Crédit Foncier de France, con scadenze che arrivano fino al 1964. Sul frontespizio, compaiono in basso le figure della Pace e del Lavoro, presentate come numi tutelari dell´esposizione stessa, e quindi del progresso quale destino ormai certo per tutta l´Umanità.

Buono comprendente 25 biglietti d¿ingresso per l¿Esposizione Universale di Parigi del 1889

La Fondazione Sella, a sua volta, conserva fra i documenti di Vittorio Sella, il noto alpinista e fotografo biellese vissuto fra Ottocento e Novecento, una lettera autografa inviata da Parigi alla moglie Linda il 26 maggio 1889, con le sue impressioni sulla visita all´Esposizione Universale e alla Tour Eiffel, appena aperta al pubblico. Dice dunque Vittorio Sella: «[...] Parigi è piena di gente e mi confonde addirittura, per me solito a vivere a S. Gerolamo oppure sulle montagne è un vero caos. Tutto ciò che vedo nelle strade attira la mia attenzione ed assorbe quasi tutti gli altri pensieri. Sono stato a vedere l'Esposizione. Questa poi è una meraviglia dell'attività umana. Salii sulla torre Eiffel fino al secondo piano. Più oltre non è permesso ancora di salire. La sua altezza di 300 metri essendo esile non impressiona molto. Mi aspettavo di vedere qualcosa di maggiore effetto. [...] Nell'Esposizione degli Stati Uniti d'America vi sono molte cose interessanti. Oltre al fonografo di Edison che fa grande chiasso, vi sono molte mostre utili a vedersi. [....]».

Torniamo quindi alla Tour Eiffel, arditissima costruzione alta 300 metri in ferro puddellato, opera d´ingegneria di Gustave Eiffel, la quale incarna nuove concezioni tecniche ed estetiche, tanto da risultare sconcertante e inclassificabile per i contemporanei, come si comprende dalla testimonianza di Vittorio Sella. La sua forma è determinata dalla funzione, senza concessioni alla pura estetica, e la sua struttura dipende unicamente dall´assemblaggio razionale dei componenti, a loro volta disegnati per garantirne la massima portanza, e assemblati seguendo processi produttivi ingegnerizzati. Un monumento, dunque, che è simbolo non solo dell´Esposizione Universale di quell´anno, ma di un intero momento storico.

E´ il periodo detto della Belle Époque, scaturito dal contesto di pace che seguì la guerra franco-prussiana degli anni Settanta dell´Ottocento, che giunse fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, e fu caratterizzato dall´apertura delle frontiere, dallo sviluppo del commercio internazionale, con scambi di materie prime e manufatti estesi al mondo intero, e da un clima di generale ottimismo e fiducia nel futuro. Fattore determinante di progresso fu costituito dallo stretto legame che intercorreva fra scoperte scientifiche, applicazioni tecniche e ricadute industriali, il quale portò all´introduzione di nuovi materiali, di tecnologie produttive avanzate, e alla revisione e meccanizzazione dei processi di produzione e di trasporto dei materiali. 

In tale contesto internazionale, anche una piccola realtà come quella della Gaudenzio Sella & C.i di Biella, ditta bancaria fondata nel 1886, solo tre anni prima dell´Esposizione universale di Parigi, già si organizzava per garantire servizi internazionali di pagamento e incasso alle ditte produttrici biellesi, in contatto con tutto il mondo per l´importazione di materie prime e la vendita di manufatti tessili sul mercato internazionale. Nell´Archivio Storico di Banca Sella si riscontrano alcune evidenze relative all´esistenza di rapporti con banche estere sin dal primo anno della sua esistenza. Infatti, la "tratta su Londra" era il sistema più utilizzato a garanzia dei commerci, basati sulla sterlina inglese come solida divisa di riferimento, tanto che la stessa giovane banca Gaudenzio Sella & C.i si attrezzò mediante una rete di corrispondenti esteri in grado di consentire lo sconto e l´invio all´incasso dei mandati internazionali di pagamento per conto della propria clientela. 

Un mondo senza confini, dunque, che pareva destinato a un perenne progresso, e che invece andava incontro alla devastante esperienza della Prima Guerra Mondiale.

¿Second of exchange¿ pagabile a Londra, emessa nel 1906 al Cairo dalla ditta Palacci, Menasce & Co., importatori per l¿Egitto di manufatti tessili, a favore dell¿esportatore italiano, maglificio A. Boglietti di Biella

* Archivio Storico Gruppo Sella

 

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martedì 19 febbraio 2019