Videogiochi in streaming? Google ci prova con Stadia

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Videogiochi in streaming? Google ci prova con Stadia

Il vice presidente di Google Phil Harrison durante il keynote di presentazione di Stadia
Il vice presidente di Google Phil Harrison durante il keynote di presentazione di Stadia - REUTERS / Stephen Lam

La sfida è ufficialmente lanciata: Google entra nel settore dei videogiochi e lo fa con una importante novità. In occasione della Game Developer Conference di San Francisco, l'azienda ha svelato la sua innovativa vision del settore presentando Stadia, che permetterà d'ora in poi di giocare in streaming.

Google non ha infatti lanciato un nuova console: Stadia sarà un servizio in cloud e questo rappresenta una novità importante nel settore e permetterà di collegarsi e giocare da qualsiasi dispositivo, a condizione che questo abbia accesso alla rete con una connessione ad alta velocità.
Con Stadia quindi non ci sarà più distinzione tra dispositivi, ma lo stesso gioco sarà utilizzabile dal computer, dallo smartphone, dal tablet oppure dalla smart tv.

Non ci saranno più cd, cartucce o file da scaricare, ma i videogiochi saranno dei semplici link. Per videogiocare sarà sufficiente cliccare su un bottone su un sito, su un tweet, alla fine di un trailer su Youtube e si accederà in pochi secondi alla sessione di gioco. Una delle funzioni più interessanti presentate da Google è la possibilità di partecipare a una partita online cliccando su un link e mettendosi "in coda": questo permette di entrare in pochi secondi in un match di calcio o di pallacanestro, oppure in uno "sparattutto".

Da un punto di vista tecnico, Stadia si pone all'avanguardia su più fronti: la grafica è 4K, con la possibilità di supportare a breve anche gli 8K. Inoltre i server di Google distribuiti in 200 paesi nel mondo offrono la garanzia di tempi ridotti di latenza, indispensabili per giocare senza rallentamenti e ritardi.

Al momento manca ancora il prezzo di lancio e non si conoscono ancora i titoli dei videogiochi disponibili. E si attendono ancora le reazioni dei principali produttori di console come Sony, Microsoft e Nintendo.
 


mercoledì 20 marzo 2019