Per i fondi sovrani investimenti a lungo termine nel periodo della pandemia

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Per i fondi sovrani investimenti a lungo termine nel periodo della pandemia

Il trading floor del New York Stock Exchange
Il trading floor del New York Stock Exchange - REUTERS/Brendan McDermid

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Nervi saldi nei giorni della pandemia. Sono quelli che hanno mantenuto finora i grandi fondi sovrani internazionali. Una ricerca realizzata dall'Ifswf, (International Forum of Sovereign Wealth Funds), il forum internazionale dei fondi sovrani che raggruppa i player di quasi 40 paesi, in collaborazione con State Street, ha esaminato i comportamenti di questi grandi investitori internazionali tra marzo e aprile.

L'analisi, basata su un set di dati sui flussi di capitale degli investitori istituzionali in forma anonima e aggregata ha mostrato che in gran parte erano sovra-esposti sulla liquidità, o sotto-esposti sull'azionario, già prima di marzo, quando l'impatto economico della pandemia è diventato più evidente. I fondi sovrani vengono spesso descritti dai giornali come 'i fondi per i giorni di pioggia', custodi di ricchezza liquidabile alla quale i governi azionisti possono attingere nelle situazioni di necessità.

Proprio la situazione creata dallo scoppio della pandemia Covid-19 che è andata ad aggiungersi al crollo dei prezzi petroliferi per la guerra scatenatasi tra l'Opec e la Russia. Si pensava quindi, a livello internazionale, che fosse prossima un'ondata di vendite di asset da parte dei fondi sovrani, in particolare da parte di quelli dei ricchi paesi petroliferi. Una stima dell'Iif indicava un calo di 300 miliardi di dollari di asset da parte dei fondi sovrani dei paesi del Golfo per alimentare i bilanci pubblici degli stati azionisti. Così non è stato, almeno in questa prima fase. I portafogli dei fondi sovrani si sono dimostrati più resilienti alle performance riportate dal mercato a marzo e aprile.

Gli investitori istituzionali, compresi i fondi sovrani, non hanno mostrato una diffusa avversione al rischio durante le giornate di panico caratterizzate da veri e propri crolli delle quotazioni. Al contrario, la ricerca evidenzia che questi player hanno optato per un'assunzione selettiva del rischio, per esempio vendendo titoli obbligazionari per acquistare azioni, al fine di riequilibrare il proprio portafoglio e mantenere le loro scelte di portafoglio nelle diverse asset class. Nel dettaglio tra i dieci fondi sovrani aderenti all'Ifswf che hanno risposto al questionario è emerso che solo due membri hanno dichiarato la vendita di asset a inizio marzo. Gli altri, al contrario, hanno utilizzato le loro posizioni cash per soddisfare le richieste di capitale dei gestori di private equity e investire a lungo termine in un momento di grande incertezza. 


giovedì 28 maggio 2020