Famiglie, la crescita del reddito disponibile spinge l'andamento dei consumi

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Famiglie, la crescita del reddito disponibile spinge l'andamento dei consumi

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Primi dati dell'anno in chiaroscuro per l'economia italiana anche se il tono di fondo delle indicazioni diffuse dall'Istat produce segnali incoraggianti. Il primo è l'aumento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici, incremento che potrebbe riflettersi anche nei prossimi mesi sull'andamento dei consumi. L'incremento riguarda il terzo trimestre del 2019 ed è pari allo 0,3% rispetto al trimestre aprile-giugno mentre i consumi sono cresciuti dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. L'istituto nazionale di statistica nota che, di conseguenza, la propensione al risparmio è diminuita di 0,1 punti percentuali scendendo all'8,9 per cento.

Altra indicazione positiva viene dal potere d'acquisto delle famiglie, cresciuto anch'esso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda le società non finanziarie, la quota di profitto è pari al 40,7%, invariata rispetto al periodo aprile-giugno mentre il tasso di investimento, pari al 21,4%, registra un aumento di 0,1 punti percentuali.

Il dato più incoraggiante del primo scorcio dell'anno è l'aumento dell'occupazione segnalato sempre dall'Istat per il mese di novembre. Il tasso di occupazione ha raggiunto il massimo storico del 59,4% con un incremento di 41mila addetti rispetto ad ottobre. A crescere sono soprattutto i rapporti di lavoro stabili, l'occupazione femminile e quella, di tutti e due i generi, nella fascia dei trentenni. Cala ai minimi storici l'inattività ma resta alta la disoccupazione (stabile al 9,7%) che fa del mercato italiano il terzo peggiore in Europa per popolazione attiva alla ricerca del lavoro.

Persone fanno acquisti all'interno di un centro commerciale - Pierre Adenis / laif 

Tra gli addetti ai lavori si commenta positivamente il fatto che aumentino gli occupati nella fascia 25-34 anni. Si tratta, osservano, di un primo riscontro del fatto che l'incentivo sulle stabilizzazioni degli under35 stia iniziando a funzionare. Dall'analisi dei dati dell'Istat emerge poi come i dipendenti a termine continuino a contrarsi, complice la stretta introdotta a luglio 2018 dal "decreto Dignità", con il ritorno delle causali dopo i primi 12 mesi "liberi" di rapporto. In difficoltà, poi, i lavoratori autonomi: sul mese diminuiscono di 22mila unità, sull'anno di 41mila unità.

Per i giovanissimi, cioè gli under25, la situazione resta difficile: il tasso di disoccupazione aumenta al 28,6% e il Paese resta lontano dal migliore in Europa in questo ambito: la Germania che mostra un invidiabile tasso del 5,9% di disoccupazione per la fascia dei più giovani, favoriti dal sistema di formazione duale tedesco. Nel tendenziale (novembre 2020 su novembre 2019) l'occupazione sale di 285mila unità; la crescita è spinta dai dipendenti (+325mila persone nel complesso), e in particolare da quelli permanenti (+283mila posizioni).


lunedì 13 gennaio 2020