Crescono risparmio e consumi. E sempre più famiglie scelgono gli investimenti sostenibili

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Crescono risparmio e consumi. E sempre più famiglie scelgono gli investimenti sostenibili

Jacek Dylag / Unsplash

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Gli italiani sono preoccupati del futuro ma più tranquilli per la situazione economica personale che permette di alimentare il desiderio di risparmiare. Può apparire contraddittoria la percezione degli italiani che emerge dalla ricerca annuale Acri/Ipsos realizzata ormai da quasi vent'anni per le celebrazioni della Giornata Mondiale del risparmio. Così non è. C'è un aumento del pessimismo, che non è solo italiano ma una costante in tutti i paesi occidentali per l'emergenza ambientale e sociale del mondo.

L'analisi sugli italiani riflette la sensazione che la crisi sia ancora lunga da superare o, peggio, che ne possa arrivare una nuova. Allo stesso tempo però i giudizi del campione di italiani intervistati da Ipsos sulla propria situazione personale migliorano nettamente quest'anno: cresce infatti al 55% la percentuale di coloro che dichiarano di riuscire a risparmiare senza troppe rinunce, un livello che lo scorso anno si fermava al 48 per cento. La situazione personale delle famiglie migliora e lo dimostrano anche altre due evidenze: un risveglio dei consumi trainati da telefonia, elettronica e spese per auto, e l'incremento del numero di nuclei familiari che afferma di essere in grado di far fronte a un'eventuale spesa imprevista di mille euro.

Le preoccupazioni per il futuro sono, da un lato, la principale molla per l'accumulo di risparmio e dall'altro, sono la motivazione principale per la crescente predilezione per la liquidità (63% del campione). La discesa dei tassi rende più difficile trovare un investimento ideale al punto che la quota di chi ritiene ideale restare liquidi e non investire sale al 35%, livello mai raggiunto nella serie storica della ricerca avviata nel 2000. C'è quindi il disappunto dei risparmiatori italiani per gli infimi rendimenti dietro al brusco calo (-6 punti percentuali in un anno dal 31 al 25%) dell'attrazione verso i titoli considerati più sicuri, mentre rimane stabile la quota degli amanti del 'mattone' (33%) e quella degli 'speculatori', gli appassionati dei prodotti finanziari più rischiosi (7%).

Coerente con lo scenario dei bassi tassi è il ritorno di interesse verso il risparmio gestito (+4 punti). Il fenomeno nuovo che irrompe nella ricerca sul risparmio nel 2019 è la volontà di investire in attività con impatto positivo su ambiente e società, per effetto della nuova sensibilità della società sui temi della sostenibilità ambientale. Un interesse evidente di cui dovrà tenere conto l'industria del risparmio gestito anche se è solo residuale la quota di chi si dichiara pronto a rinunciare a parte del rendimento pur di investire in attività sostenibili.


lunedì 4 novembre 2019