Criptovalute, dalla Commissione Ue primi passi per la loro regolamentazione

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Criptovalute, dalla Commissione Ue primi passi per la loro regolamentazione

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, durante una sessione plenaria al Parlamento Europeo
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, durante una sessione plenaria al Parlamento Europeo - REUTERS / Yves Herman

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Per le criptovalute il 24 settembre 2020 sarà probabilmente una data da ricordare in futuro: quella della prima pietra di una legislazione europea per regolamentarle e sfruttarne il potenziale beneficio per i consumatori riducendone i rischi. La Commissione europea ha infatti annunciato la messa a punto di un pacchetto di misure sulla finanza digitale che comprende anche alcune proposte legislative sulle criptovalute, con un'attenzione particolare su quelle definite 'global stablecoins' (è il caso del progetto Libra di Facebook) per il loro potenziale impatto sulla stabilità finanziaria.

Regolamentare senza soffocare l'innovazione è il (buon) proposito annunciato da Bruxelles. La proposta prevede che gli emittenti e i distributori di cripto-asset richiedano un'autorizzazione per fornire i servizi all'interno del mercato unico. Bruxelles prevede una serie di salvaguardie che vanno dai requisiti di capitale, alla custudia degli asset, da un meccanismo obbligatorio di reclamo a disposizione degli investitori ai  diritti per gli investitori nei confronti degli emittenti. Nei casi di criptovalute globali, come Libra, si prevede una normativa con requisiti di capitale più stringenti, una gestione della liquidità e requisiti di interoperabilità. 

Secondo la Commissione Europea ci sono nel mondo tra le 200 e le 500 piattaforme di negoziazione di cripto-asset sebbene le negoziazioni siano concentrate in un gruppo ristretto di queste. Le piattaforme più grandi per volumi e valori di scambi sono in Asia e negli Stati Uniti. L'evidenza aneddotica suggerisce che un terzo di queste piattaforme siano in Europa. Nei documenti diffusi da Bruxelles si stima che il mercato delle criptovalute resti ancora una frazione di quello finanziario tradizionale: da un picco di 760 miliardi di euro a gennaio 2018 la capitalizzazione di mercato complessiva delle criptovalute è crollata a circa 250 miliardi a febbraio 2020. Si tratta di un mercato che è stato sempre esposto alla leva, ai rischi operativi e all'alta volatilità ricorda la Commissione di Bruxelles.

La controprova si è avuta con il Covid-19: il prezzo del Bitcoin è crollato del 42% nella prima quindicina di marzo per poi recuperare mentre l'indice S&P 500 ha contenuto le perdite cedendo solo il 19%. Frodi, hackeraggi, furti, riciclaggio di denaro, e problemi di cybersicurezza hanno finora rappresentato delle vere e proprie piaghe sia per le criptovalute che per le piattaforme di scambio di queste attività. Bruxelles ha calcolato che esistono oggi 54 stablecoin delle quali 24 si possono definire operative. La loro capitalizzazione di mercato è triplicata da 1,5 miliardi di euro a gennaio 2018 a oltre 4,3 miliardi nel luglio 2019. Tra gennaio e luglio 2019 il volume medio di transazioni di stablecoin è stato di 13,5 miliardi di euro mensile. L'attenzione è su queste ultime in quanto sono sponsorizzate dai 'Gafa', i grandi operatori tecnologici globali, come appunto Libra con Facebook, che hanno una vastissima platea di clienti a livello globale e queste criptovalute hanno il potenziale di ridurre la volatilità di prezzo e possono diventare di utilizzo comune come mezzo di pagamento e come divisa di riserva.

La Commissione indica anche una stima della Bce sulla 'taglia' potenziale di Libra: si va da un minimo di 152,7 miliardi di euro se Libra si affermerà solo come mezzo di pagamento ai circa 3000 miliardi nel caso diventi un importante divisa di riserva. Si tratta di numeri che evidentemente pongono delle sfide per la stabilità finanziaria e per la trasmissione degli stimoli di politica monetaria che i regolatori dovranno raccogliere. 


lunedì 28 settembre 2020