Covid-19, l'intelligenza artificiale misura la distanza da tenere

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Covid-19, l'intelligenza artificiale misura la distanza da tenere

Alcune persone ammirano un quadro di Michelangelo alla Galleria degli Uffizi riaperta dopo il lockdown con le nuove regole sul distanziamento sociale
Alcune persone ammirano un quadro di Michelangelo alla Galleria degli Uffizi riaperta dopo il lockdown con le nuove regole sul distanziamento sociale - REUTERS/Jennifer Lorenzini

Utilizzare l'intelligenza artificiale per misurare il distanziamento sociale necessario per contrastare i contagi da Covid-19, a partire da immagini acquisite dalle videocamere e considerando le relazioni sociali, in modo da non creare falsi allarmi e rispettando la privacy. 

È il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista IEEE Access frutto della collaborazione tra l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), l'Università di Verona con il suo spin-off Humatics, e l'università scozzese di Glasgow.

Il mantenimento della distanza fisica si è rivelato una delle misure più efficaci nel contenimento della pandemia da Covid-19. Di conseguenza è cruciale monitorare il rispetto di tale misura e sviluppare tecnologie in grado di supportare l'uomo in questo compito. In questo contesto, secondo la ricerca, la nuova sfida per l'intelligenza artificiale è il visual social distancing, ossia la misurazione automatica, a partire da una immagine acquisita da una videocamera o fotocamera, della distanza interpersonale, tenendo però conto della relazione sociale, al fine di identificare solo le situazioni di potenziale pericoli senza creare falsi allarmi e rispettando la privacy dei cittadini. 

La distanza tra le persone, hanno spiegato i ricercatori, potrebbe variare con parametri quali il grado di parentela, l'uso di dispositivi di protezione individuali, come mascherine, schermi o altro, ma anche nei casi di anziani o persone con disabilità che necessitano assistenza. I sistemi di intelligenza artificiale attuali risultano ancora approssimativi nei casi di numerose persone con relazioni sociali differenti. Lo studio per la prima volta affronta questo problema tecnologico e apre la strada a tecnologie in grado di monitorare il distanziamento sociale in modo efficace e non invasivo, ma anche robot e sistemi basati sulla realtà aumentata più performanti.
 


mercoledì 29 luglio 2020