Consumi e potere d'acquisto, segnali di crescita per le famiglie

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Consumi e potere d'acquisto, segnali di crescita per le famiglie

Persone nel centro di Milano
Persone nel centro di Milano - Toni Anzenberger / Anzenberger ¿/ Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

I consumi delle famiglie italiane sono cresciuti nel quarto trimestre dello scorso anno. Questa la stima della Banca d'Italia nell'ultimo Bollettino Economico trimestrale che tratteggia uno scenario i chiaro-scuro per il Paese, con una stima di crescita del Pil dello 0,5 per cento quest'anno. Dall'analisi emerge che la crescita dei consumi era stata piuttosto vivace nei mesi estivi (+0,4%), grazie all'andamento favorevole del reddito disponibile. L'incremento dei consumi non è avvenuto a scapito del risparmio: la propensione degli italiani a mettere qualcosa da parte è rimasta infatti pressoché invariata al 9 per cento.

Gli economisti di via Nazionale indicano poi una crescita dello 0,3% del potere d'acquisto delle famiglie nel terzo trimestre, dato leggermente inferiore a quello del periodo aprile-giugno, per effetto di una crescita più contenuta dei redditi da lavoro. Nei mesi estivi, in effetti, il ritmo di crescita delle retribuzioni contrattuali nel totale dell'economia è rallentato in conseguenza di due fattori: un andamento moderato nel settore privato e un netto rallentamento della ¿corsa' degli stipendi nel pubblico impiego, dove la totalità dei dipendenti è in attesa di rinnovo contrattuale dall'inizio del 2019.

L'incremento dei consumi nell'ultima parte dell'anno con le festività, aggiunge l'analisi di via Nazionale, è stato probabilmente meno vivace rispetto al trimestre precedente se si utilizza come cartina di tornasole il calo, da ottobre, degli indici di fiducia. Questi ultimi risentono del maggior pessimismo (dichiarato) sulla situazione economica in generale e sulle prospettive dell'occupazione nonché della maggiore incertezza per come evolverà la situazione economica personale. Il Bollettino di via Nazionale, tuttavia, fa notare come, nello stesso arco temporale, siano aumentate le immatricolazioni di autovetture, indicando una possibile espansione degli acquisti dei beni durevoli, che certamente non vengono effettuati nelle fasi di massima incertezza.

Il rapporto della Banca d'Italia mette poi in luce un miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie. Nei mesi estivi il debito in rapporto al reddito disponibile si è ridotto al 61,7%, confermandosi sempre nettamente al di sotto della media dell'eurozona (94,9%). Il debito anche in rapporto al Pil è molto inferiore alla media dei paesi dell'euro: 41,3% contro 59,7 per cento. Per le famiglie, poi, prosegue il calo del costo medio dei nuovi mutui per l'acquisto della casa. A novembre era pari all'1,4%, inferiore a quello medio pagato dalle famiglie nell'eurozona (1,5%). Al calo ha contribuito soprattutto quello del costo dei contratti a tasso fisso, su cui ha influito la flessione dei tassi di mercato nei mesi estivi. In generale, dal cruscotto di via Nazionale che monitora il settore bancario, si osserva un aumento del credito alle famiglie ¿ancora solido¿ sia per i mutui che per il credito al consumo.


lunedì 20 gennaio 2020