Congiuntura economica, cauto ottimismo da operatori finanziari e investitori professionali

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Congiuntura economica, cauto ottimismo da operatori finanziari e investitori professionali

Tim Wegner / laif

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Nei giorni in cui il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sottolinea il forte balzo all'indietro di circa trent'anni del Pil pro capite del Paese, operatori e investitori professionali, in due distinti sondaggi realizzati in collaborazione con Radiocor, confermano una generale fiducia sul recupero della congiuntura e sull'andamento dei mercati in un orizzonte a sei mesi.

Il Governatore Visco ha voluto rimarcare come gli interventi per sciogliere i nodi strutturali del Paese non siano meno urgenti di quelli per contrastare gli effetti della pandemia da Covid-19 sull'economia del Paese. Se il blocco delle attività ha portato ad una caduta del Pil italiano nel secondo trimestre in linea o anche meno di quanto si sia registrato negli altri grandi paesi europei, il nostro balzo all'indietro è stato molto più ampio (il livello di benessere rappresentato dal pil pro capite è tornato ai livelli di fine anni '80) proprio perché da anni l'Italia non cresceva più. Visco è tornato a dare la sua 'ricetta' per le riforme anche in vista della definizione del piano nazionale per la richiesta delle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund. Investire nel capitale umano e quindi nella formazione è l'elemento fondamentale subito seguito dall'innovazione per rilanciare la produttività dell'economia.

La lezione di Visco arriva in un clima di aspettative favorevoli per la ripresa dell'economia e dei mercati nonostante quale che preoccupazione per il 'risveglio' del contagio del virus nel Paese. Gli operatori finanziari, nella stragrande maggioranza continuano, a prevedere mercati in rialzo: nel sondaggio Assiom-Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso gli associati, si osserva che un 80% (89% a luglio) del campione stima nuovi guadagni o un consolidamento delle posizioni nei prossimi sei mesi. Da registrare, tuttavia, la risalita al 20% (11% a luglio) di quanti vedono all'orizzonte sui mercati un trend ribassista. Molti operatori tuttavia iniziano a mettere in conto una possibile fase di ripensamento, ossia una chiusura dell'andamento divergente tra il rialzo delle borse e l'andamento dell'economia reale che fatica a tenere il passo del mercato. Questo spiega il sostanziale cambio di approccio rispetto a luglio: ad agosto, infatti, hanno iniziato a farsi più' concreti i timori che i nodi possano venire al pettine e che gli indici non saranno più' in grado di sostenere le valutazioni attuali se la pandemia non si arresterà o non emergerà a breve un vaccino efficace. Il clima di cauto ottimismo degli operatori resta, in ogni caso, prevalente anche nelle valutazioni sul debito sovrano italiano.

Nel sondaggio di agosto, il 55% del campione stima che il differenziale di rendimento tra i BTp decennali e i Bund di pari durata oscillerà nei prossimi mesi fra i 100 e i 150 punti mentre per un ulteriore 36% del campione e' probabile un lieve indebolimento dei titoli italiani, con lo spread in rialzo nella fascia superiore tra i 150 e i 200 punti. Quasi paritarie le quote agli estremi: per un 5% lo spread scenderà sotto la soglia dei 100 punti base mentre per il rimanente 4% e' possibile un'impennata del differenziale di rendimento oltre quota 250 punti. Un mese fa il 63% degli operatori vedeva lo spread in area 100-150 punti mentre un 30% indicava la banda di oscillazione fra i 150 e i 200 punti. Gli operatori, poi si attendono un rafforzamento dell'euro nei confronti del dollaro. Secondo il 40% la divisa comune europea si rafforzerà ulteriormente rispetto al dollaro Usa dopo che la Fed ha aperto a un lungo periodo di tassi di interesse ultra-bassi. Un mese fa un rialzo dell'euro era atteso solo dal 35% degli operatori. Scende di conseguenza, dal 41% al 36%, la percentuale di quanti prevedono un cambio euro-dollaro stabile mentre rimane pressoché invariata al 24% la percentuale degli operatori che si attendono un indebolimento dell'euro. 
Tornando alle attese sull'andamento della congiuntura italiana, si registra ad agosto un cauto ottimismo da parte degli investitori professionali certificati che fanno riferimento alla Cfa Society Italy.

Il 'Sentiment Index' realizzato dall'associazione in collaborazione con Radiocor registra una maggioranza di ottimisti in termini di aspettative sui prossimi mesi. L'83% circa dei partecipanti ritiene negativa la situazione attuale dell'economia italiana, un valore in crescita di circa 11 punti rispetto a luglio quando il dato era pari al 72% del totale. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi si aspetta un miglioramento il 39% del campione. C'è un aumento, tuttavia, della percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni macroeconomiche rispetto alle attuali (35,6% del totale) o condizioni invariate (25,4% del totale) a scapito di chi prevede un miglioramento. La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell'economia italiana, rispetto ai pessimisti, scende a +3,4, un valore che rappresenta appunto il 'Sentiment Index' per il mese di settembre. Per quanto riguarda l'inflazione, gli investitori professionali prevedono possibili pressioni al rialzo sugli indici dei prezzi nei prossimi sei mesi in tutte le aree mentre per i tassi di interesse sono attese ulteriori riduzioni per la parte a breve delle curve europee e statunitense mentre sono attesi rialzi sul segmento dei tassi a lungo termine. I mercati azionari italiani ed europei sono infine previsti trattare su livelli prossimi agli attuali nel prossimo semestre, mentre le attese per una discesa dei corsi sono maggiori per la borsa Usa.


lunedì 7 settembre 2020