Banca d'Italia, sono sempre più numerose le famiglie italiane che si affidano al risparmio gestito

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Banca d'Italia, sono sempre più numerose le famiglie italiane che si affidano al risparmio gestito

Palazzo Koch, sede della Banca d´Italia a Roma
Palazzo Koch, sede della Banca d´Italia a Roma - Augusto Casoli / A3 / Contrasto

Il Sole 24 Ore - Radiocor

Nel 2019 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è cresciuta di oltre il 5% a 3.477 miliardi grazie al rialzo dei corsi dei titoli registrato sui mercati. Lo segnala la Banca d'Italia. Alla fine dell'anno poco meno di un terzo della ricchezza finanziaria era detenuta sotto forma di depositi e circolante con un forte incremento rispetto al 2018. La fotografia scattata dalla Banca centrale, nella Relazione annuale, mette in evidenza un flusso di depositi di 58 miliardi nell'anno, più del doppio di quello registrato nel 2018 (22,5 miliardi). A favorire la tendenza sono state le "ingenti" vendite di titoli di Stato italiani, azioni italiane e bond bancari scrivono gli economisti di via Nazionale.

Le famiglie hanno continuato a mostrare cautela nel selezionare gli investimenti di portafoglio e la prudenza le ha spinte ad affidarsi al risparmio gestito: le attività finanziarie in gestione (non solo fondi comuni ma anche assicurazioni sulla vita, fondi pensione e pensioni integrative) sono cresciute al 31,6%. La quota, sottolineano nella Relazione di Bankitalia, era solo del 19,8% prima della crisi globale (2007). La diversificazione del rischio negli investimenti, favorita appunto dal risparmio gestito, secondo la Banca d'Italia è diventata ampia.

Secondo le stime degli economisti di via Nazionale le famiglie avrebbero un'esposizione (diretta e indiretta) verso titoli esteri superiore al 21% del totale delle attività finanziarie. La quota è ormai superiore a quella detenuta nei titoli del debito italiani che si è ridotta nel frattempo al 12,3 per cento. Dalla tabella pubblicata dalla Banca d'Italia si evidenzia un incremento deciso delle assicurazioni del ramo vita e delle attività affidate ai fondi pensioni al di la della quota del risparmio gestito: la percentuale sul totale di attività finanziarie è cresciuta lo scorso anno al 25,3% dal 24,1 per cento del 2018.

Sulla ricchezza finanziaria ha ovviamente inciso la caduta dei corsi dei titoli azionari e obbligazionari di questi mesi in reazione allo scoppio della crisi sanitaria per la pandemia Covid-19. Sempre la relazione annuale della Banca d'Italia indica che a fine aprile il valore delle attività finanziarie è più basso di circa 130 miliardi rispetto al dicembre 2019 (4.445 miliardi). L'avversione al rischio è diventata sempre più pronunciata nelle interviste fatte alle famiglie durante il lockdown sulle prospettive di investimento.

La Relazione della Banca d'Italia riporta poi che in rapporto al reddito lordo disponibile il risparmio delle famiglie consumatrici è risultato lo scorso anno in lieve aumento al 5,3% rispetto all'anno precedente (5,2%). Il dato è stabile negli ultimi cinque anni anche se inferiore alla media del decennio 2001-2010 (7,8%).  Un altro dato positivo è la propensione al risparmio in lieve risalita al 7,7% anche se resta su valori bassi nel confronto storico e internazionale. Secondo le indagini in questo caso dell'Istat è rimasta prevalente la quota di famiglie (circa il 90%) che ha ritenuto opportuno risparmiare l'anno scorso.


lunedì 8 giugno 2020